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Dal 2009 semplicemente … blogger per caso ma mossa da una grande passione per la rete di internet ed un vero e proprio amore per la scrittura, che la portano tutti i santi giorni a scrivere, scrivere, scrivere …

RIM: ecco il Blackberry OS 10 Dev Alpha for Business

10 maggio 2012

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RIM: ecco il Blackberry OS 10 Dev Alpha for BusinessDirettamente dal BlackBerry World 2012 dei giorni scorsi, l’appuntamento annuale con gli sviluppatori di Research in Motion di Orlando, in Florida, dedicato all’ecosistema BlackBerry, punto di incontro della community legata allo sviluppo su piattaforma BlackBerry, ecco il protagonista del momento: il Blackberry OS 10 Dev Alpha.

A grande sorpresa infatti il CEO di RIM, Thorsten Heins è salito sul palco ed ha presentato la prossima versione del suo OS per smartphone, appunto il Blackberry 10, un nuovo sistema incentrato sulla rapidità, la semplicità e la completezza, che oltre alle classiche funzioni base, sulla gestione professionale delle email e della serie di servizi, propone nuove ed interessanti funzioni, come dalle parole di Alec Saunders, vice presidente di RIMIl nuovo BlackBerry 10 vuole agire sull’eccezionale esperienza utente che ha attirato 77 milioni di persone in tutto il mondo” ed ha continuato “gli sviluppatori potranno creare ogni genere di app da inviare agli utenti per stupirli ancora di più e lasciarli a bocca aperta; grazie inoltre all’integrazione con funzionalità native ed altre applicazioni come BBM, il risultato potrà essere ancora più soddisfacente”.

Un nuovo sistema operativo quindi, su base QNX, interamente multitasking tramite slide laterale ed una nuova tastiera virtuale, dotato di un’interfaccia davvero innovativa, completamente touchscreen (anche se RIM  continuerà comunque a realizzare anche modelli con la tastiera fisica), schermo da 4,2 pollici (1280 x 768 pixel), 16 GB di spazio interno e 1 GB di RAM, Micro USB, HDMI, WiFi e Bluetooth, che utilizza lo standard MicroSIM. Per la Cpu si pensa che probabilmente sarà un dual core da 1GHz o 1,5 Ghz.

Il nuovo Blackberry 10 è dotato inoltre di un SDK che permette nell’ App Generator di realizzare app native in C/C++, Qt Modeling Language (QML) e supporta HTML5, JavaScript e CSS, per fare un porting semplice delle app basate su OpenGL e grazie agli strumenti Cascades gli utenti avranno a disposizione elementi standard dell’UI, come Android e iOS, per velocizzare il processo di creazione delle app e la possibilità di usare il framework Cascades, un toolset di sviluppo che consente di ottenere ottimi risultati senza scrivere pagine di codice, in supporto al nuovo HTML 5.

La tastiera virtuale non ha tasti ma un sistema di completamento automatico che prevede quali parole si stanno per scrivere man mano che si compone la frase, suggerendole all’utente, mentre le applicazioni possono funzionare in contemporanea, consentendo un passaggio rapido da un’app all’altra. Inoltre la piattaforma hardware può essere collegata alla TV per visualizzare i contenuti sul grande schermo e quanto all‘applicazione fotocamera permette all’utente di tornare nella cache precedente della fotocamera, scattata pochi secondi prima il vero scatto, nel caso la foto sia venuta male.

Ma non è ancora tutto, perché altre novità riguardano le modalità di conversazione, la messaggistica e la possibilità di utilizzare hardware per dj, con smartphone e tablet come schermo e unità di processing per mixare musica!

Un dispositivo nel design che ricorda molto quello dell’iPhone 4S e di alcuni modelli della serie Galaxy di Samsung mentre nel sistema operativo ha una grafica che ricorda il Windows Phone, che punta “quasi” totalmente sul fattore touch e sulla “keyboard” virtuale: questa la nuova sfida lanciata da RIM, che con il suo Ceo Thorsten Heins, ha intrapreso una nuova urgente strategia che va a concorrere con l’iPhone e i terminali Android di fascia alta!

Insomma un vero gioiellino ma il dubbio è che il BlackBerry 10 arrivi ormai troppo tardi per risollevare le sorti dell’azienda; infatti RIM ha per il momento distribuito ai propri partner solo il prototipo del nuovo device che avrà l’arduo compito di rubare utenti ad Android e iOS, onde presentarlo al mercato solo nel prossimo autunno … debutto che quindi non fa altro che aumentare le perplessità degli utenti, anche perché Apple, Google e Microsoft, hanno già in cantiere dal canto loro, nuove versioni dei propri ecosistemi mobile.

E mentre il Ceo di Rim, Thorsten Heins tiene a precisare chel’azienda vuole puntare tutto sui propri clienti business “ non resta che stare a veder cosa succederà …

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Il tasto “Ascolta” su Facebook: delusione o successo?

4 maggio 2012

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Il tasto Ascolta su Facebook: delusione o successo?Ultime novità da Facebook, il social network più famoso di tutti i tempi, che aggiunge al suo canet di servizi anche il tasto “ascolta” (“Listen”), un tasto ispirato all’ormai deceduto Myspace, che si affiancherà al pulsante “mi piace” sotto la foto di copertina della Timeline di Facebook, sulle fan page di tutti i più importanti artisti della scena musicale mondiale.

Una nuova funzionalità quindi, che aumenterà l’interazione con gli utenti e che semplicemente cliccando sul tasto “ascolta” consentirà di sentire l’opera del musicista trasmessa in genere grazie a siti quali Spotify e Deezer, oppure essendo il primo ancora assente dall’Italia ed il secondo, gratuito solo per 15 giorni, a MOG o nel caso l’utente non sia iscritto a nessun servizio di streaming musicale, al sito più in voga, ascoltando in streaming da Internet, le novità dei propri gruppi preferiti o scoprendo nuovi artisti: il tutto … rimanendo direttamente all’interno del social network!

Una chance in più per gruppi ed musicisti di farsi conoscere, in concomitanza con un altro colpo messo a segno dal social network in blu, che dallo scorso martedì 17 aprile, ha fatto apparire il nuovo tasto, dedicato ad oggi solo alle versioni  di Facebook per Pc o Mac, anche se in futuro si dovrebbe sviluppare anche una versione per smartphone e tablet, sia iOS che Android.

“Ascolta” consente quindi di ascoltare un cantante a piacere, Vasco Rossi, Laura Pausini o altro, andando nella sua fan page ufficiale di Facebook, comunicando altresì a tutti gli “amici” di star ascoltando il cantante in questione, mediante la traccia sul Diario dell’utente; motivo per cui, tornando alla solita questione della privacy, un pop-up avverte di tutto ciò, prima dell’accettazione del servizio offerto!

In pratica, per iniziare ad ascoltare le canzoni, bisogna entrare nella pagina dell’artista preferito e cliccare su “Ascolta“, tenendo presente che se è la prima volta, è necessario accettare le condizioni dell’app, Deezer, che è quella proposta di default nel caso dell’Italia ma sostituibile a discrezione e dare l’autorizzazione al sistema e consentirgli di accedere ad alcuni dei propri dati e alla bacheca, dopo di che si è rimbalzati sul sito del servizio per ascoltare la musica in streaming, ove completare l’iscrizione: premendo infatti sul tasto “Ascolta” nelle pagine, il sistema fa aprire una nuova finestra del browser col sito Deezer, da cui scegliere le canzoni da ascoltare in streaming, fermando o mettendo in pausa con lo stesso tasto.

Da ricordare infine che Deezer è in prova gratuita per 15 giorni, scaduti i quali sono disponibili gratuitamente solo le anteprime di 30 secondi delle canzoni, limite superabile sottoscrivendo un abbonamento da 4,99 euro al mese, estendibile a 9,99 euro, con tutti i servizi Premium+ come la possibilità di ascoltare la musica su cellulare o tablet, anche offline … il tutto fuori da Facebook, motivo per cui a dirla tutta, spesso i comandi dal social network sulle riproduzione delle canzoni, non funzionano a dovere ed obbligano l’utente a spostarsi sulla scheda di Deezer per intervenire!

Insomma Mark Zuckberger ha fatto fare un grande salto di livello al suo Facebook ma c’è ancora molto da lavorare, per mantenere alto il livello di quello che è il social dei network!

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Google Autonomous Car: guidata da un cieco ed affiancata dalla nuova Lexus RX450h

25 aprile 2012

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Google Autonomous Car: guidata da un cieco ed affiancata dalla nuova Lexus RX450hDirettamente dall’ultima tecnologia di Google ecco oggi la Google Car, la famosa auto senza conducente che Big G sta portando avanti da molto tempo, dividendo il pubblico tra paura e riverenza, che intende aiutare tutte quelle persone che per disabilità non potrebbero altrimenti viaggiare autonomamente.  Se da una parte spaventa gli utenti, dall’altra raccoglie tutti gli onori in quanto la tecnologia che c’è dietro quest’auto senza pilota è davvero impressionante con peculiarità quali: un ricevitore GPS, per poter conoscere sempre la sua posizione, numerosi sensori a sostituire gli occhi dell’automobilista i cui segnali sono inviati al computer di bordo, 4 radar di tipo automobilistico: 2 frontali ed 1 posteriore, come quelli ultimamente offerti come optional sulle auto per prevenire le collisioni, un dispositivo sulla ruota posteriore sinistra che misura il minimo spostamento dell’auto, una videocamera sulla parte alta del parabrezza che riconosce i semafori e facilita il riconoscimento di ostacoli in movimento come pedoni o ciclisti e sul tetto un Lidar, un dispositivo usato in meteorologia per effettuare scansioni con raggio d’azione di 60 metri in tutte le direzioni, che come il Radar rileva oggetti a distanza ma con impulso laser.

Un gioiellino di tecnologia insomma che dopo i successi dei vari test su strada, in cui le vetture sono state accompagnata da un dipendente dell’azienda al volante per ovvie questioni di responsabilità giuridica, ha fatto il suo debutto anche con un civile!
Un’esperienza davvero unica e sensazionale che ha rivelato appieno le capacità straordinarie della Toyota Prius, che ha permesso a Steve Mahan, cieco al 95% e privo di patente di guida, accompagnato solo per motivi di sicurezza da un poliziotto, a muoversi in assoluta autonomia tra le strade di Morgan Hill, in California e a raggiungere il ristorante dopo un percorso lungo il quale l’auto si è fermata agli stop ed i suoi sensori, dopo aver verificato l’assenza di altri veicoli agli incroci, è ripartita evitando ostacoli e costeggiando gli oggetti, parcheggiandosi infine in un posto per disabili: il tutto, ovviamente, rispettando la segnaletica ed il codice della strada!

Un percorso per cui il sistema di bordo ha disposto la geolocalizzazione esatta del ristorante, dei segnali, delle postazioni e dei riferimenti, secondo una procedura comunque standard che ha visto ad oggi la “flotta” delle Google Car percorrere quasi 350.000 Km sulle strade californiane, anche in pieno traffico, incappando solo in un incidente, peraltro non grave, causato da un errore umano di un dipendente e non dalla vettura.
Ma il progetto Google delle self-driving car, dopo i successi conseguiti ed il via libera di qualche mese fa da parte delle autorità americane per la libera circolazione dei prototipi (sembra a partire dal Nevada), che fa peraltro presagire una sua non lontana commercializzazione, sembra sia il futuro su cui Big G vuole puntare, tanto da allargare la flotta con Lexus con cui il colosso di Mountain View sta sviluppando un prototipo della RX450h, la sua prima auto a guida ibrida.

E proprio un prototipo della nuova vettura è già stato avvistato nella California del Sud e prontamente fotografato da un automobilista di passaggio che ha consentito di “sbirciare” che il design del sistema di sensori montato sulla sommità della nuova Google Car ha migliorato il suo ingombro ed è stato reso molto più aerodinamico rispetto ai primi prototipi ma quanto all’interno non si è potuto carpire molto, anche se è certo che la configurazione dell’abitacolo avrà risentito della gestione delle guida computerizzata.
Insomma non resta che attendere nuove indiscrezioni, notizie, informazioni e foto circa l’ultima Google Autonomous Car, questa fantastica Lexus RX450h e fare i migliori complimenti a Big G!

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Security Guardian: la penna USB con autodistruzione

21 aprile 2012

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Security Guardian: la penna USB con autodistruzioneSulla scia del famosissimo ispettore Gadget degli anni 80, una sorta di cyborg, dotato dei più svariati gadget tecnologici innestati nel corpo che all’inizio di ogni episodio riceveva l’incarico tramite un messaggio che si auto-distruggeva (a causa delle famose “dimenticanze”), ecco oggi la penna USB con autodistruzione!

Ebbene sì la fantasia o fantascienza che dir si voglia, diventano realtà con la chiavetta sviluppata da un’azienda inglese, la ExactTrak, specializzata nella protezione dei dati, che ha creato Security Guardian, una penna USB tracciabile tramite GPS che all’occorrenza può essere distrutta con una scarica ad alto voltaggio che scioglie il chip interno cancellando di fatto tutti i contenuti in modo totalmente definitivo.

Una vera e propria penna USB con autodistruzione incorporata quindi, utile a proteggere i propri dati in modo sicuro da occhi indiscreti nel caso di sottrazione indebita o nel caso di una dimenticanza in luoghi pubblici della chiavetta USB o laptop da parte del proprietario stesso eventualità che ExactTrak ha stimato accadere ben nel 65 per cento dei casi!

Security Guardian è leggermente più grande dei dispositivi attualmente in commercio ed ha una SIM incorporata che permette di rintracciarla e di bloccare l’accesso di un utente non autorizzato al suo contenuto semplicemente collegandosi al proprio account ma, se per qualsiasi motivazione e/o circostanza questo non dovesse funzionare, resta la possibilità della scarica elettrica ad alta tensione attivabile anche senza connessione a internet o senza che la penna sia collegata ad un computer, grazie ad una batteria della serieSe mi lasci (in giro) mi cancello!con il gesto estremo della memoria che fonde il chip interno cancellando definitivamente i dati!

Entrata ormai nel quotidiano, in risposta all’esigenza di portare sempre ed ovunque con se i propri dati, la chiavetta Usb è utilizzata oggi come oggi in fusione con accessori quali portachiavi, bijoux, pupazzetti, … e molto altro, grazie alle sue dimensioni ridotte ed all’assenza di meccanismi mobili che, a differenza degli hard disk comuni, che seppur portatili non reggono minimamente il confronto, consacrano la chiavetta Usb ad accessorio tecnologico resistente, pratico, sicuro e di tendenza, molto appetibile da tutte le generazioni, specie in virtù delle sempre crescenti capacità di memoria e della sua interoperabilità, che oggi con Security Guardian arriva al top!

Insomma d’ora in poi si possono dormire sonni tranquilli, perché i propri dati, la cui natura sia di lavoro, piacere o studio, sono al sicuro grazie a Security Guardian, anche se a dire il vero rimane ancora l’incognita del prezzo per questo dispositivo, per cui non resta che attendere delle novità in merito … anche se le voci dei soliti ben informati del web sostengono che la penna USB con autodistruzione, avrà un costo non troppo lontano da quello delle comuni chiavette USB, per cui sarà economicamente accessibile per tutti: sarà davvero così? Tutti potranno avere almeno uno degli accessori dell’ispettore Gadget? Vedremo … e speriamo!

 

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Pastebin.com sfratta Anonymous per tutelare i propri utenti

16 aprile 2012

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Pastebin.com sfratta Anonymous per tutelare i propri utentiUltime notizie da Pastebin.com, il famoso repository online di file testuali che, udite udite, il belservito ad Anonymous … per tutelare i propri utenti!

Ebbene si, perché Pastebin è infatti stato spesso usato in passato dal gruppo Anonymous per le sue rivendicazioni e leak ma per il futuro sembra proprio che i pirati della rete dovranno migrare su altri “lidi” o per meglio dire canali, in quanto i responsabili di Pastebin intendono bannare dal loro servizio i “materiali sensibili”, tra cui appunto le rivendicazioni di Anonymous.

Pastebin.com rischia quindi di diventare un secondo caso “MegaUpload” se non dimosterà con i fatti di voler rimuovere tutti dati sensibili presenti sul sito e tra questi, ovviamente, particolare attenzione sarà rivolta a quelli pubblicati dagli hacker quali Anonymous e LulzSec, motivo per cui Jeroen Vader, l´imprenditore olandese dal 2010 proprietario di Pastebin, sta istituendo un team interno di esperti che si occuperanno di monitorare tutti i messaggi postati online rimuovendo quelli “inopportuni”. Queste le parole rilasciate alla BBC: “Sto cercando di assumere alcune persone in più per controllare maggiormente il contenuto del sito web …” ed ha aggiunto “Confidiamo che questo possa aumentare la velocità con cui siamo in grado di rimuovere le informazioni sensibili“.

Ed effettivamente Pastebin, lanciato solo 8 anni fa, oggi ha circa 17 milioni di visitatori unici al mese, motivo per cui come dalle parole del suo proprietario, essendo spesso veicolo usato da Anonymous e LulzSec per diffondere dati da loro “trafugati”, dopo la chiusura di MegaUpload, deve fare il conto con l’occhio vigile delle autorità, sempre più attento ai servizi al limite della legalità … legalità che vede gran parte del traffico passare per nopaste Pastebin e da Anonymous & Company, ossia AntiSec e LulzSec, che utilizzano infatti il sito come piattaforma per i loro leak e che ultimamente ha visto pubblicare il comunicato di Anonymous all´agenzia di intelligence privata Stratfor e i dati di milioni di account di utenti di YouPorn e che non da meno, è utilizzato come estensione di Twitter, per inviare messaggi che superino il tetto dei 140 caratteri imposti dal social network.

Ma secondo le confidenze di Jeroen Vader lo stesso Pastebin, è quotidianamente vittima d’attacchi Distributed Denial of Service (DdoS), la famosa pratica di “bandiera” by Anonymous, che sembra provino persino gusto ad utilizzare il portale, per mettersi alla prova!

Ad oggi comunque Pastebin si è ben prestato all’utilizzo da parte di Anonymous in quanto da sempre conosciuto come famosa risorsa per programmatori, che non richiede tra l’altro l’obbligo di alcuna registrazione di documenti ufficiali ed è possibile inviare un numero indefinito di paste ma soprattutto la sua caratteristica principale come nopaste è la syntax highlighting, ossia la possibilità d’attribuire un colore preciso ai singoli elementi del linguaggio di programmazione cosa che i documenti di Anonymous, formattati in testo semplice, non richiedono!

Quanto al futuro Anonymous ha già trovato un´efficace sostituto a Pastebin: il servizio PasteBay.net, su cui pare intenzionato a trasferirsi presto: buon viaggio o per meglio dire buon trasloco!

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