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Guadagnare con VBanner, sistema Pay-to-Impressions

4 febbraio 2012

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Guadagnare con VBanner, sistema Pay to ImpressionsNegli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede un validissimo tipo di affiliazione che paga non per Click ricevuti ma per Impressions o Visite, anzi per pagine viste. Il servizio si chiama VBanner ed è offerto da Virgilio.it .

Il sistema rappresenta una valida alternativa ad Adsense ma ricordiamo che i due programmi non sono incompatibili, anzi insieme si riesce anche a guadagnare di più (in casi che dopo vedremo).

Come già detto, il servizio paga per pagine viste e il compenso varia anche per tematica del sito: se il vostro sito è dedicato,per esempio, ai Motori, il sistema vi pagherà 1,20 € per mille pagine viste (RPM=Revenue per mille, cioè quanto guadagnate ogni mille pagine viste) invece se il vostro sito è dedicato a Notizie il rendimento sarà più basso: 0,80 € per 1000 pagine viste (RPM=0,80€) . Questo non significa che per guadagnare di più dovete aprire un sito di motori senza nessuna competenza, buttatevi in ciò che sapete fare meglio e nel campo in cui le vostre conoscenze sono più approfondite, i guadagni arriveranno dopo!

Quanto si guadagna?

E’ chiaro che consiglio questo tipo di metodo solo per chi ha già un sito ben avviato e con decine di migliaia di pagine viste ogni mese. Qualche esempio:

1)      Avete un sito che tratta di Cinema e avete 5000 pagine viste ogni mese, calcoliamo i guadagni: 5,00€ mensili

2)      Avete un sito che parla di Motori e avete 300000 (trecentomila pagine viste) ogni mese, calcoliamo i guadagni: 360€ mensili

Meglio Adsense o Vbanner?

Innanzitutto non esiste un meglio e un peggio, siete voi che dovete adattare e testare ogni sistema di guadagno al vostro sito, mi spiego meglio: se avete un sito con Keywords molto alte (tipo: Forex, assicurazioni, Banche,…) è meglio rimanere e investire spazi pubblicitari con Adsense, con pochi click potete raggiungerete quello che raggiungete con VBanner mensilmente. Al contrario, se avete un sito con KeyWords molto basse vi conviene dedicare una parte degli spazi pubblicitari a VBanner che è compatibile con Adsense.

Buon Guadagno!

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Guadagnare con Adsense: i primi passi

2 febbraio 2012

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Guadagnare con Adsense: i primi passiE’ impossibile che voi non abbiate mai notato la stringa “Annunci Google” che appare ormai su qualsiasi sito internet che si conosca. Se vedete quella scritta significa che il proprietario del sito o dei contenuti ha deciso di monetizzare il suo sito web inserendo i banner AdSense.

AdSense è un programma “Pay-to-Click” cioè paga a Click, quindi ogni qualvolta un visitatore clicca su uno degli annunci AdSense presenti nel tuo sito, tu riceverai un compenso che varia da pochi centesimi a 30/40 euro (in casi eccezionali). E’ chiaro che i potenziali guadagni crescono con l’aumentare sia dei click che ricevi sia delle visite al tuo sito.

Mi spiego meglio: un sito con 1000 visite mensili è molto meno redditizio rispetto ad un sito che riceve qualche decina di migliaia di visite mensili, a parità di CPC (Costo per Click=quanto vi paga Google per ogni click che ricevete) il sito avrà guadagni più alti proprio perché se più gente visita il tuo sito hai più probabilità che gli utenti clicchino sui banner.

Di seguito qualche sigla che dovrete imparare ad ogni costo se volete analizzare per bene i vostri guadagni grazie alla piattaforma AdSense.

CTR = E’ il rapporto tra i click che ricevi e le visite della pagina. (Clicks/Page Views). Esempio:

se hai ricevuto due clic su 250 visualizzazioni pagina, il tuo CTR è di 0,8% (2/250)

CPC = Abbiamo già detto che è quanto vi paga Google per ogni click che ricevete. Il guadagno varia a seconda del prodotto sponsorizzato: alcuni sono disposti a pagare di più perché c’è più concorrenza, altri di meno.

RPM = (Entrate stimate/Numero di visualizzazioni pagina)*1000 . Questa formula ci trova il guadagno stimato per 1000 visualizzazioni della pagina. Se hai ottenuto entrate stimate pari a € 0,15 con 25 impressioni sulla pagina, l’eCPM della pagina sarà pari a (€ 0,15/25) * 1000, ovvero € 6,00.

Come guadagnare di più?

Esistono numerosi modi per guadagnare di più (anche di molto) con la piattaforma fornita da Google. Il primo che vi posso consigliare è quello di ottimizzare il layout del banner nel modo più redditizio possibile: senza bordi, il colore dello sfondo del banner deve essere uguale a quello della pagina, colore dell’url e del test possibilmente nero o colore abbastanza acceso.

Cambiare le keywords (cioè le parole chiave) di un sito o di un articolo: alcune parole chiave sono molto pagate rispetto ad altre, mi spiego meglio: se parlate di assicurazioni, mutui, soldi online, banche (essendoci più concorrenza tra gli advertisers) ad ogni click riceverete un compenso più alto se, per esempio, parlate di calcio.

Nei prossimi articoli approfondirò questi ultimi temi: layout dei banner per ottimizzare i guadagni e le keywords più pagate dagli inserzionisti.

Buon Guadagno

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Google: già attiva la geo censura su Blogger!

2 febbraio 2012

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Google: già attiva la geo censura su Blogger!Google segue Twitter e attiva la geo censura sul servizio di blog: Blogger.

Come accaduto qualche giorno fa con Twitter anche il colosso di Mountain View ha attivato da circa un mese un sistema di censura geolocalizzato. I Paesi che ne faranno richiesta potranno indicare quali contenuti non sono “in linea” con le leggi vigenti in quella Nazione -  che tradurrei con “non sono in linea con la politica di chi comanda” – e Google provvederà a rendere irraggiungibili le pagine che li contengono.

Attualmente è già attivo per l’Australia e l’India ma entro breve verrà esteso a tutto il Mondo. Nonostante ultimamente ci vengano ricordate di continuo le nuove norme sulla privacy, l’attivazione della geo censura non ha avuto lo stesso risalto e grazie al sito TechDows che ha scovato questo post scopriamo che è stata attivata dal 9 gennaio 2012, 25 giorni fa!

La geo censura consiste nel redirettare le richieste al dominio blogspot.com verso i domini locali compatibilmente con le richieste di rimozione in ottemperanza alle leggi locali:

Migrating to localized domains will allow us to continue promoting free expression and responsible publishing while providing greater flexibility in complying with valid removal requests pursuant to local law.

 Il controllo della provenienze viene fatto sull’Ip e la stessa Google ha indicato che basta inserire il suffisso “/ncr” (No Country Redirection) alla fine dell’url per evitare la geo censura.

Se non dovesse bastare trovare un Proxy per aggirare il sistema, per fortuna, è ancora una cosa molto semplice.

Da ciò che emerge dalle notizie riportate se il blog è stato associato ad un dominio personalizzato la censura viene bypassata.

La notizia che anche Google si è sottomesso ai voleri dei potenti impauriti dai social network ha diviso la comunità informatica (e non). Ritengo che l’applicazione della censura è stata una scelta obbligata perché restano pur sempre un’azienda che deve fare business e non può permettersi di finire lei stessa censurata.Google: già attiva la geo censura su Blogger!

La mia fiducia verso BigG è tanta e vedo vari segnali che mi fanno pensare che sapranno trarre enormi profitti dalla “finta” censura. La definisco finta perché, come si legge, se da una parte hanno obbedito alle richieste di chi richiede l’applicazione di un filtro ai social network, dall’altra hanno già indicato e fornito i metodi per aggirarli.

Se a questo sommiamo che associando un dominio al servizio Blogger si bypassa totalmente questo filtro mi aspetto a breve un servizio di registrazione domini by Google.

Voi cosa ne pensate?

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MegaUpload: i dati verranno cancellati!

30 gennaio 2012

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MegaUpload: i dati verranno cancellati!News dalla vicenda Megaupload e del suo fondatore Kim Dotcom! Quest’oggi si è sparsa la notizia che tutti i dati presenti negli archivi di Megaupload potrebbero venire cancellati giovedì 2 febbraio.

La notizia è stata data dall’autorevole CNET dove viene riportato che la Procura ha dato il via libera alle aziende che effettuavano il servizio di storage per Megaupload di iniziare la cancellazione dei dati da giovedì prossimo.

La motivazione è quella che era già circolata nei giorni successivi l’arresto di Kim Dotcom ossia che congelando i beni di lui e dell’azienda non ci sarebbe più stato modo di difendersi sotto qualsiasi aspetto.

La preoccupazione e la protesta che sta montando in queste ore riguarda tutti quegli utenti che utilizzavano MegaUpload per fini legittimi come il backup di dati importanti. Un avvocato si espresso come segue una volta raggiunto dalla notizia:

Milioni di persone hanno il loro lavoro e file personali su MegaUpload e dipendono da MegaUpload per fornire un servizio necessario a fare i soldi  necessari a sfamare le loro famiglie. Una o due persone al Governo decidono il destino e la vita di milioni di famiglie. Questo è immorale, immorale, e addirittura barbarico.

Proprio per questi motivi, nonostante il clamore della notizia, ci si aspetta che il Governo decida di tutelare i suoi consumatori trovando una forma per evitare che tutti quei dati vadano in fumo. Si stima che Megaupload conservi i dati di oltre 50 milioni di utenti.

Nel frattempo sulla particolare figura di Kim Dotcom, un mix tra genio, sregolatezza e megalomania, la testata Fast Company ha pubblicato alcune curiosità che riportiamo tradotte a questo articolo.

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Curiosità su Kim Dotcom, Mr. Megaupload!

30 gennaio 2012

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Sebbene il processo vada avanti e la sua posizione non sia delle migliori, sulla particolare figura di Kim Dotcom, un mix tra genio, sregolatezza e megalomania, la testata Fast Company ha pubblicato alcune curiosità che meritano di essere elencate

  1. Curiosità su Kim Dotcom, Mr. Megaupload!Nel 1994 in un’operazione per la MCI gli piombano in casa 20 poliziotti confiscandogli 80000$ di attrezzatura informatica accusandolo di essere un falsificatore di carte di credito. Si giustifica dicendo che lavorava sotto copertura proprio per la MCI per testarne e migliorarne la sicurezza.
  2. Nel 1998 durante il suo processo in Germania indossava occhiali neri e si vantava di “sentirsi come una spia”. Venne condannato per frode, appropriazione indebita per centinaia di migliaia di dollari e accuse relative all’hackeraggio. Gli venne inflitta una multa di 20mila marchi e una condanna a 2 anni di libertà vigialta. Il giudice disse che ciò che aveva fatto era dovuto a “stoltezza giovanile”.
  3. Nel 2001 comprò un quantitativo enorme di azioni di una società in fallimento, LetsBuyIt.com. Dichiarò pubblicamente di dover investire 100 milioni di dollari facendo schizzare le azioni del 300%. Ottenne in un colpo solo 1,5 milioni di dollari e un accusa per insider trading.
  4. Dopo l’attacco dell’11 settembre 2001 offrì 10 milioni per la cattura di Osama Bin Laden. Inoltre fondò il gruppo di hacker Young Intelligent Hackers Against Terrorism finalizzato a trovare sostenitori o appartenenti dei gruppi terroristici per poi passare le informazioni all’FBI. Il loro motto era: “Noi  non sappiamo cosa è vero, ma gireremo tutto all’FBI“. Per reclutare nuovi hacker lanciò il dominio dal nome facile da ricordare: kill.net.
  5. Dotcom è alto 2 metri e 4 centimetri e pesa 150 chilogrammi.
  6. E’ un grande appassionato di auto, Mercedes in particolare, e nel 2005 ha partecipato alla famosa gara Gumball 3000. Si dice sia un abile e competitivo pilota! Di seguito un suo video di allora.
  7. Quando non ha potuto guidare per un anno a seguito del ritiro della patente si è inventato un’azienda che modificava le Mercedes classe S aggiungendovi un computer wireless, 16 linee telefoniche, accesso a videoconferenze in tempo reale, schermo piatto sul soffitto, quattro televisori e un lettore DVD.
  8. Nel 2002 ha provato a noleggiare un rompighiaccio a propulsione nucleare della marina russa per portare i suoi amici al Polo Nord.
  9. Nel 2003 ha partecipato su MTV Asia ad un programma tipo Jackass. E’ entrato in una classe mentre faceva yoga gridando “Buon compleanno” in un megafono.
  10. Nel 2005 lancia una gara automobilistica estrema: The Ultimate Rally. Una gara da 3000 miglia con in palio un premio da 2 milioni di dollari.
  11. Il suo nome da hacker è Kimble, derivante dal Dottor Richard Kimball de Il Fuggitivo.
  12. Nel 2011 ha provato a comprare una delle case più costose della Nuova Zelanda dal valore di 25 milioni di dollari. Gli è stata negata tale possibilità per via del suo pessimo carattere. Dopo averla presa in affitto e versato 8 milioni in titoli di stato neozelandesi e un’altra cospicua somma per le vittime del terremoto di Christchurch la casa gli è stata venduta.
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