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	<title>Capn3m0 WebSecurity</title>
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		<title>Woodstock, la nuova piattaforma di musica in streaming che manda Zune in pensione</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 09:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultime grandi novità da Microsoft, che lancia Woodstock, ossia quello che si potrebbe definire l’erede musicale di Zune: musica online … ovviamente in streaming! Il buon caro vecchio Zune (con i suoi lettori e il Zune Marketplace al seguito) viene infatti mandato in pensione dal colosso fondato dal grande Bill Gates, in quanto ormai da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/woodstock.jpg" rel="lightbox[5198]" title="Woodstock Zune"><img class="alignleft size-medium wp-image-5228" title="Woodstock Zune" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/woodstock-300x161.jpg" alt="Woodstock, la nuova piattaforma di musica in streaming che manda Zune in pensione" width="300" height="161" /></a>Ultime grandi novità da Microsoft, che lancia <strong>Woodstock</strong>, ossia quello che si potrebbe definire <strong>l’erede musicale di Zune</strong>: musica online … ovviamente in streaming! Il buon caro vecchio Zune (con i suoi lettori e il Zune Marketplace al seguito) viene infatti mandato in pensione dal colosso fondato dal grande Bill Gates, in quanto ormai da tempo non più concorrenziale ed appetibile per gli utenti sul mercato ed al suo posto fa scendere in campo <strong>Woodstock, una nuova piattaforma online di musica in streaming</strong>.</p>
<p>Un progetto per così dire annunciato da poche righe scritte sul blog ufficiale da Microsoft ma già preannunciato dagli analisti, che vedrà presentato Woodstock ed i dettagli relativi al nuovo servizio di streaming musicale, all’E3, l’Electronic Entertainment Expo di Las Vegas, che si terrà esattamente fra un mese dal 5 al 7 giugno a Los Angeles. Di fatto Woodstock arriverà solo il prossimo autunno probabilmente in concomitanza con il nuovo sistema operativo di casa Microsoft, Windows 8!</p>
<p>Ma pensione fallimentare di Zune a parte, ecco invece qualche dritta sulle prime indiscrezioni della rete circa la nuova piattaforma web-based , di cui la prima cosa da notare è indubbiamente il nome che porta, Woodstock, in onore e ad emulazione del grande evento storico “di  rinnovamento” del festival musicale degli anni ’60: esempio che la nuova piattaforma sembra proprio avere intenzione di seguire!</p>
<p>Woodstock funzionerà anche tramite browser disponibile su diversi dispositivi e sarà pienamente compatibile con i sistemi operativi  Mac, Windows 8, Windows Phone, iOS, Android, Xbox mentre via browser solo con Internet Explorer. <strong>Si integrerà perfettamente con Facebook, per condividere le proprie playlist personalizzate con gli amici</strong>, senza la necessità di plugin, permettendo di trovare e sincronizzare via cloud la musica presente sul PC con quella nel servizio cloud, secondo il modello già svelato da iTunes Match, tramite la funzione scan and match.</p>
<p>Ma da Microsoft non è tutto, perché l&#8217;azienda si sta muovendo anche su un altro fronte, consolidando la partnership strategica con Barnes&amp;Noble, il vendor del Nook, che con un investimento da 300 milioni di dollari ha fatto nascere una sussidiaria di B&amp;N, posseduta all’80% da Barnes&amp;Noble, che pare abbia venduto un milione di tablet solo in poche settimane di vita, innovandosi sia sul fronte musica, che sul fronte e-book.</p>
<p>Un servizio inedito ancora nel belpaese, con elementi di iTunes, che <strong>porteranno tutta la propria collezione di musica, sui dispositivi connessi, per cui la gestione e la sincronizzazione dell&#8217;archivio avverranno col computer e i personal device in possesso dell&#8217;utente, in una sorta di servizio multi-piattaforma, senza dimenticare Android, Mac e il mondo iOs!</strong></p>
<p><strong></strong>Ma tra tutte queste informazioni mancano invece notizie ufficiali riguardo ai prezzi ma l&#8217;azienda tiene a precisare «<strong><em>Andando avanti, Windows Phone sarà al centro della nostra musica mobile e la strategia video, e noi non produrremo più lettori Zune</em>», per cui al di la del prezzo, questo è il futuro!</strong></p>
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		<title>touch, fast, cool&#8230; in una parola: UNICO III</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 12:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabriSS</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensate di esservi abituati ai touch screen di ultima generazione e subito qualcuno pensa: perchè devono essere piccoli solo una decina di pollici? Costruiamone uno da usare come un computer normale, con cui gestire i documenti al lavoro, gli ordini dei clienti, la merce in magazzino, gigabyte di mail spostati con un solo tocco&#8230; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensate di esservi abituati ai <strong>touch screen</strong> di ultima generazione e subito qualcuno pensa: perchè devono essere piccoli solo una decina di pollici?</p>
<p>Costruiamone uno da usare come un computer normale, con cui gestire i documenti al lavoro, gli ordini dei clienti, la merce in magazzino, gigabyte di mail spostati con un solo tocco&#8230; e mettiamoci sopra il nuovo <strong><a title="La rivoluzione in casa Microsoft si chiama Windows 8" href="http://www.capn3m0.org/la-rivoluzione-in-casa-microsoft-si-chiama-windows-8.html" target="_blank">Windows 8</a></strong>!</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/touch-fast-cool-in-una-parola-unico-iii.html/bb_mini_l_stand_id" rel="attachment wp-att-5224"><img class="alignleft  wp-image-5224" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/UNICOIII.jpg" alt="touch, fast, cool... in una parola: UNICO III" width="226" height="256" title="touch, fast, cool... in una parola: UNICO III pics" /></a>Ecco a voi <strong>Gordon UNICO III</strong>: il primo desktop con touchscreen LED da 22&#8243;, progettato e realizzato da <strong>Gygabyte Distribuzione</strong> con la partecipazione di <strong>Intel</strong> e <strong>Microsoft</strong>. Questo portento della tecnologia verrà presentato il prossimo 28 Maggio a Peschiera Borromeo (MI) durante il  <strong>Dealer Meeting 2012</strong> organizzato nel  <strong>Microsoft Innovation Campus</strong> (<a title="Dealer Meeting 2012" href="http://www.microsoft.com/italy/newscenter/Default2.aspx?id=590&amp;pars={Parola+Chiave}{2012%7c5}{}{}{}" target="_blank">qui l&#8217;annuncio ufficiale</a>).</p>
<p>La configurazione che fa di questo PC un vero gioiello, connubio perfetto tra praticità, eleganza e potenza è la seguente:</p>
<ul>
<li>Hard Disk fino a 3 TB</li>
<li>RAM DD3 fino a 16 GB</li>
<li>CPU Intel a scelta tra core i3 i5 e i7</li>
<li>interfaccia Wireless</li>
<li>Ethernet</li>
<li>Bluetooth</li>
<li>USB 2.0 e USB 3.0</li>
<li>Masterizzatore DVD</li>
<li>Lettore Card 4-1</li>
<li>WebCam 1.3 MegaPixel</li>
</ul>
<p>Per maggiori informazioni su <strong>Gordon UNICO III</strong> potete prendere visione della brochure illustrativa a <a title="Gordon UNICO III - brochure" href="http://www.gigabytedistribuzione.it/DOC/PDF/UIII.pdf" target="_blank">questo indirizzo</a>.</p>
<p>Ora non resta che aspettare qualche tempo e chissà che Gordon non entri a far parte anche lui della nostra vita di tutti i giorni!!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ecco il Samsung Galaxy S III: lo smartphone che &#8220;sente, vede e riconosce l&#8217;utente&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Direttamente dall&#8217;Exibition Centre di Earls Court, lo storico polo espositivo della capitale britannica inglese, ecco il protagonista delle prossime Olimpiadi, di cui sarà tra l&#8217;altro lo sponsor tecnico per quanto riguarda le telecomunicazioni mobili: il Samsung Galaxy S III, niente poco di meno che l&#8217;anti iPhone, che si attiva semplicemente con uno sguardo! Il nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/SIII-profilo.jpg" rel="lightbox[5206]" title="Samsung Galaxy S III"><img class="alignleft  wp-image-5220" title="Samsung Galaxy S III" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/SIII-profilo.jpg" alt="Ecco il Samsung Galaxy S III: lo smartphone che sente, vede e riconosce lutente" width="235" height="155" /></a>Direttamente <strong>dall&#8217;Exibition Centre di Earls Court, lo storico polo espositivo della capitale britannica inglese, ecco</strong> il protagonista delle<strong> prossime Olimpiadi</strong>, di cui sarà tra l&#8217;altro lo sponsor tecnico per quanto riguarda le telecomunicazioni mobili:<strong> il Samsung Galaxy S III, niente poco di meno che l&#8217;anti iPhone, che si attiva semplicemente con uno sguardo!</strong></p>
<p><strong></strong>Il nuovo smartphone Android top di gamma by Samsung, che avrà sulle spalle l&#8217;enorme responsabilità di sfidare Apple nel mercato europeo<strong> a partire dal prossimo 29 maggio</strong>,<strong> di cui Jk Shin, presidente e capo della sezione comunicazione mobile, ha detto</strong> «<em>Sulla vera natura di questo telefono ci sono stati moltissimi rumor ed elucubrazioni</em>» e ha precisato «<em>Alcuni si riveleranno corretti, altri no. Di certo questo è il miglior smartphone della sua classe</em>».</p>
<p><strong>Sintetizzando, quindi, le principali caratteristiche tecniche</strong> del nuovo <strong>Samsung Galaxy S III sono</strong>:</p>
<ul>
<li>un display full HD da 4,8 pollici, 12,2 centimetri, su<strong> tecnologia super AMOLED</strong>, ossia il 22% più grande del suo predecessore;</li>
<li>una <strong>camera digitale da 8 megapixel</strong>, con una fotocamera frontale da 1.9 megapixel;</li>
<li>modulo Nfc, Near Field Communications, per i <strong>pagamenti elettronici contact less</strong>;</li>
<li>memoria on board nei tagli da 16, 32 e 64 Gbyte, espandibile con microSd<strong> fino a 64 Gbyte</strong>;</li>
<li>sistema operativo <strong>Android 4.0 Ice Cream Sandwich</strong>;</li>
<li>nuovo processore proprietario a quattro cervelli <strong>Exynos 4 Quad, basato su architettura Arm Cortex A9</strong>;</li>
<li>8,6 millimetri di spessore per 133 grammi di peso;</li>
<li>a corredo Samsung, il caricatore wireless per la batteria da 2100 mHa.</li>
</ul>
<p>Insomma <strong>un vero e proprio gioiellino il nuovo Samsung Galaxy S III</strong>, dal «<em>design pensato per gli uomini ma suggerito dalla natura</em>», come ha detto un <strong>portavoce</strong> «<em>&#8230; che anticipa i nostri desideri</em>», che <strong>come ha sottolineato Shin</strong>, &#8220;<em>… sente, vede e riconosce l&#8217;utente</em>&#8220;,<strong> come dalle inedite speciali funzioni</strong>, che vanta il nuovo Samsung Galaxy S III, quali:</p>
<ul>
<li>l&#8217;<strong>attivazione del telefono solo con lo sguardo</strong>;</li>
<li>l&#8217;S Voice, ovvero il <strong>controllo vocale</strong>, al momento disponibile in 8 lingue, italiano compreso;</li>
<li>il discorso social network e condivisione, ove con pochi tocchi spedire le foto fatte in compagnia degli amici, di cui il software riconosce i volti e li abbina in automatico alla rubrica;</li>
<li>la richiesta di scattare una fotografia, attiva in automatico la fotocamera digitale;</li>
<li>la funzione «share», per cui, se si avvicinano due dispositivi Galaxy, i contenuti si possono scambiare via Wi-Fi;</li>
<li>la funzione di riconoscimento dei gesti, ove sollevando lo smartphone all&#8217;altezza dell&#8217;orecchio, un&#8217;apposita funzione comporrà direttamente il numero del contatto a cui si stava inviando un sms oppure attraverso la fotocamera frontale, questa individua l&#8217;utente davanti allo smartphone e ne facilità l&#8217;attività mantenendo il display in modalità luminosa;</li>
</ul>
<p>…<strong> queste solo alcune delle funzioni, in quanto l&#8217;interazione tra il nuovo Samsung Galaxy III e l&#8217;utente, a livello di verbale, si manifesta anche per molte altre funzioni</strong>, dalla sveglia alla riproduzione dei brani musicali, dall&#8217;invio di messaggi di testo e di e-mail a tanto altro<strong>.</strong></p>
<p>Una «<em>Mossa furba</em>» quella di Samsung,<strong> di lanciare oggi il Galaxy III, secondo l&#8217;analista di Gartner Carolina Milanesi, in quanto</strong> «<em>È qui che al momento i competitor sono più deboli</em>»: sarà vero? Ce la farà il nuovo Samsung Galaxy III sul mercato contro l’HTC One X ed i suoi concorrenti? L&#8217;anti iPhone, manterrà le sue promesse? E<strong> quanto al belpaese, questo splendido gioiellino, conquisterà il belpaese considerando che non parla ma capisce solo l&#8217;italiano?</strong> <em>Vedremo&#8230;</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sarà Quintarelli il nuovo presidente dell&#8217;Agcom?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 06:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi sarà il nuovo presidente dell&#8217;Agcom (l&#8217;Autorità garante per le telecomunicazioni)? Tra i candidati c&#8217;è una novità che viene dal basso, espressione della cultura orizzontale della rete,  Stefano Quintarelli, chief digital officer del gruppo Sole 24 Ore. Un tecnico esperto e apprezzato nel settore, la cui campagna di candidatura è stata portata avanti attraverso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/quintarelli-stefano-258x258.jpg" rel="lightbox[5216]" title="Stefano Quintarelli"><img class="alignleft size-full wp-image-5217" title="Stefano Quintarelli" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/quintarelli-stefano-258x258.jpg" alt="Sarà Quintarelli il nuovo presidente dellAgcom?"  /></a>Chi sarà il nuovo presidente dell&#8217;Agcom</strong> (l&#8217;Autorità garante per le telecomunicazioni)? Tra i candidati c&#8217;è una novità che viene dal basso, espressione della cultura orizzontale della rete,  <strong>Stefano Quintarelli</strong>, chief digital officer del gruppo Sole 24 Ore. Un tecnico esperto e apprezzato nel settore, la cui campagna di candidatura è stata portata avanti attraverso il web e i social network. Ma nonostante i consensi è, al momento, solo una speranza di rinnovamento.</p>
<p>È stata condotta un&#8217;apposita raccolta firme dove il popolo della rete ha raggiunto circa 10 mila sottoscrizioni. Il significato di questo intervento si colloca nel quadro di <strong>maggiore trasparenza</strong> richiesta dall&#8217;Onu sulla prossima nomina dei membri dell&#8217;authority. L&#8217;indubbio valore tecnico di Quintarelli acquisterebbe particolare pertinenza all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo guidato da Monti.</p>
<p>Il governo dovrà a breve rinnovare i vertici dell&#8217;Agcom, e da più parti si leva la <strong>richiesta di nomine meno partitiche</strong>, orientate a valorizzare le competenze del settore. Un altro tassello in favore di Quintarelli. Negli ultimi anni, infatti, l&#8217;Agcom si è trovata al centro di polemiche legate alla sua posizione su materie relative alle nuove tecnologie.</p>
<p>Le sfide che dovrà affrontare il nuovo presidente, a prescindere da chi sarà nominato, saranno molto complesse e <strong>vanno dalla transizione delle telecomunicazioni sul digitale alla difesa del copyright nel panorama digitale</strong>, oltre alla questione del digital divide nazionale, le cui conseguenze si misurano sotto il profilo culturale.</p>
<p>Il dibattito, in programma alle camere lunedì 21 maggio, difficilmente porterà presto a una scelta definitiva, visto anche che la norma sul restringimento dei commissari, da otto a quattro, di nomina politica è parte del decreto sulle banche. Riuscirà Quintarelli nella sua impresa?</p>
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		<title>Carta da parati anti-Wifi: nuova soluzione per la sicurezza</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il miglioramento della sicurezza delle reti WiFi passa attraverso un rotolo di carta da parati anti-WiFi. I ricercatori francesi dell&#8217;Institut Polytechnique de Grenoble, in collaborazione con il Centre Technique du Papier, hanno sviluppato una carta da parati in grado di bloccare il segnale delle reti senza fili, evitando il diffondersi oltre i confini dell&#8217;ufficio o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/wifi_block.png" rel="lightbox[5210]" title="Carta da Parati Anti Wifi"><img class="alignleft" title="Carta da Parati Anti Wifi" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/wifi_block.png" alt="Carta da parati anti Wifi: nuova soluzione per la sicurezza" width="217" height="162" /></a>Il miglioramento della <strong>sicurezza delle reti WiFi</strong> passa attraverso un rotolo di carta da parati anti-WiFi. I ricercatori francesi dell&#8217;<a href="http://www.grenoble-inp.fr/" target="_blank">Institut Polytechnique de Grenoble</a>, in collaborazione con il <a href="http://www.webctp.com/" target="_blank">Centre Technique du Papier</a>, hanno sviluppato una <strong>carta da parati in grado di bloccare il segnale delle reti senza fili</strong>, evitando il diffondersi oltre i confini dell&#8217;ufficio o dell&#8217;appartamento.</p>
<p>A differenza di altre tecnologie, che si occupano del blocco del segnale, basate sul principio della Gabbia di Faraday, la carta da parati interrompe solo un insieme di determinate frequenze usate da wireless LANs. Restano<strong> escluse le onde emesse da telefoni cellulari e altre onde radio</strong>. Secondo quanto riportato da <em>L&#8217;Informatcien, i ricercatori annunciano un prezzo della speciale carta da parati, che sarà brevettata da un produttore finlandese, equivalente a una carta tradizionale di media qualità. Il prodotto dovrebbe entrare in commercio nell&#8217;arco del 2013.</em></p>
<p><em>Il direttore degli studi al Grenoble INP&#8217;s ESISAR (School of Advanced Systems and Networks), Pierre Lemaitre-Auger, durante una dimostrazione della carta da parati, ha affermato che oltre a evitare l&#8217;intercettazione illecita della WiFi, può essere usata in certe aree dove è preferibile <strong>evitare l&#8217;interferenza tra reti Wireless o per bloccare WiFi esterne</strong> (come negli ospedali, hotel o teatri).</em></p>
<p><em>Lemaitre-Auger sostiene che la carta può essere commercializzata pensando anche a un target formato da persone sensibili alle onde elettromagnetiche prodotte dai router, così come persone che vogliono proteggere se stesse e avere un basso livello di onde radio all&#8217;interno del loro appartamento. Cosa ne pensate? Sarà la risposta definita al problema dell&#8217;intercettazione illecita di connessioni senza fili o solo una nuova trovata commerciale?</em></p>
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		<title>Micro Computer con micro prezzo: MEGA ESPERIENZA!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FabriSS</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, Repubblica.it pubblicò un articolo online su un progetto all&#8217;avanguardia. Spinto più dalla mia curiosità innata che dall&#8217;enfasi usata dalla testata giornalistica, ho incominciato ad interessarmi al Raspberry PI. Cosa sarà mai? E&#8217; un computer! Ce ne sono tanti, sarà la prima sarcastica battuta che si affaccerà nella vostra mente, come è successo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, Repubblica.it pubblicò <a title="Ecco il pc low cost da 25 dollari grande come una carta di credito - Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/07/news/ecco_il_pc_low_cost_da_25_dollari_grande_come_una_carta_di_credito-27751511/index.html?ref=search" target="_blank">un articolo online</a> su un progetto all&#8217;avanguardia. Spinto più dalla mia curiosità innata che dall&#8217;enfasi usata dalla testata giornalistica, ho incominciato ad interessarmi al<strong> <a title="Raspberry PI - Sito Ufficiale" href="http://www.raspberrypi.org/faqs" target="_blank">Raspberry PI</a>.</strong></p>
<p>Cosa sarà mai? E&#8217; un computer!</p>
<p>Ce ne sono tanti, sarà la prima sarcastica battuta che si affaccerà nella vostra mente, come è successo a me. Mi sono ricreduto, come accadrà a voi!!</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5184" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/raspberrypi-300x225.jpg" alt="Micro Computer con micro prezzo: MEGA ESPERIENZA!" width="300" height="225" title="Micro Computer con micro prezzo: MEGA ESPERIENZA! pics" /></p>
<p>Il <strong>Raspberry PI</strong> è il computer a più basso costo attualmente in produzione e vendita. Può essere vostro con soli 25 $&#8230; Avete capito bene. <strong>25 Dollari</strong>!</p>
<p>Progettato da Eben Upton della University of Cambridge assieme ad alcuni colleghi, nasce dal bisogno di mettere a disposizione degli studenti un ambiente di test che li avvicinasse alla programmazione, funzione inizialmente eseguita dalle console come Amiga o Commodore 64, ormai soppiantate dalle attuali piattaforme per il videogaming in cui l&#8217;utente ha già la pappa pronta e nessuna voglia di scoprire cosa ci sia dietro al tutto.</p>
<p>Considerando il target di riferimento e le scarse risorse finanziarie che tali utilizzatori avrebbero avuto, <strong>il team di sviluppo è riuscito a sintetizzare in una sola scheda, grande quanto una carta di credito, tutto ciò che serve per poter &#8220;avere un computer&#8221;</strong>:</p>
<p>- processore con ram e gpu integrate;</p>
<p>- uscita video HDMI</p>
<p>- uscita RCA video;</p>
<p>- uscita Audio con jack da 3,5&#8243;;</p>
<p>- presa USB (1 nel modella A, 2 nel modello B);</p>
<p>- Presa Ethernet (presente solo nel modello B);</p>
<p>- Slot per SD CARD.</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/micro-computer-con-micro-prezzo-mega-esperienza.html/raspi_blue_white" rel="attachment wp-att-5185"><img class="size-medium wp-image-5185 alignright" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/raspi_blue_white-300x231.png" alt="Micro Computer con micro prezzo: MEGA ESPERIENZA!" width="300" height="231" title="Micro Computer con micro prezzo: MEGA ESPERIENZA! pics" /></a></p>
<p>Nello slot per SD bisognerà inserire una SD con sistema operativo installato (una versione ad hoc di Linux), ne sono previste alcune già configurate o la si può creare da soli con le comode istruzioni. Grazie alle prese USB <strong>è possibile collegare una tastiera e un mouse o un HUB USB</strong> autoalimentato (per non sovraccaricare l&#8217;alimentazione del RPI). L&#8217;uscita video HDMI permette di interfacciarsi con gli schermi televisivi ed i monitor di ultima generazione, e sono disponibili adattatori per altre tipologie di monitor. Come riportato nelle linee guida non è stato previsto un output VGA sia per limitare i costi, sia perchè tale tecnologia verrà a breve abbandonata dai produttori di componentistiche video. L&#8217;alimentazione viene fornita tramite una porta microUSB, con saldature effettuate escludendo i pin di passaggio dati, e può essere fornita con qualsiasi dispositivo che preveda 5 V di tensione e 700 mA di corrente. Gli appassionati hanno già previsto un dock da montare sulla scheda, per fornire alimentazione con 4 pile stilo AA.</p>
<p>Queste sono solo alcune delle specifiche messe a disposizione, ma già si è formata <strong>una nutrita community che implementa ogni giorno nuove funzioni al RPI</strong>: si va dagli schermi touch, a versioni di Android e Windows apposite, case di protezione fatti in casa, emulatori per videogiochi, integrazioni a vecchio hardware, controllore per macchina CNC e tanto altro ancora.</p>
<p>Effettivamente, l&#8217;unico limite per l&#8217;utilizzo di questo computer è la fantasia umana: <strong>micro nelle dimensioni, mega nell&#8217;implementazione</strong>. Il basso costo e le dimensioni ridotte lo fanno diventare l&#8217;oggetto ideale per sperimentare. Io ne ho già ordinato uno&#8230; e voi cosa aspettate?</p>
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		<title>Oracle vs Google: violato il copyright, ma solo per 9 righe</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google ha violato i diritti d&#8217;autore di Oracle, o meglio del componente Java nominato RangeCheck. Ma la vicenda potrebbe chiudersi con un nulla di fatto. La giuria ha infatti accertato che l&#8217;infrazione della legge da parte di Mountain View è avvenuta in modo non intenzionale. Causa del malinteso la scarsa trasparenza della stessa Oracle che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/Google-vs-Oracle.jpeg" rel="lightbox[5203]" title="Google vs Oracle"><img class="alignleft size-medium wp-image-5204" title="Google vs Oracle" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/Google-vs-Oracle-300x197.jpg" alt="Oracle vs Google: violato il copyright, ma solo per 9 righe" width="300" height="197" /></a>Google ha violato i diritti d&#8217;autore di Oracle</strong>, o meglio del componente Java nominato RangeCheck. Ma la vicenda potrebbe chiudersi con un nulla di fatto. La giuria ha infatti accertato che l&#8217;infrazione della legge da parte di Mountain View è avvenuta in modo non intenzionale. Causa del malinteso la scarsa trasparenza della stessa Oracle che non avrebbe esplicitato l&#8217;obbligo inderogabile del pagamento delle licenze Java.</p>
<p>Nodo del contendere<strong> 9 righe di codice</strong> che Google avrebbe apparentemente copiato. Violazione del copyright il cui peso va letto alla luce delle 15 milioni di righe che formano nel loro complesso il programma. Ragione che ha spinto il giudice Alsurp a respingere la richiesta di Oracle riguardo ai rimborsi calcolati in percentuale sui profitti provenienti dalla violazione.</p>
<p>Nella prima fase del dibattimento Oracle aveva richiesto un risarcimento di 7,4 miliari, poi ridotti a 2,6 miliardi. Ma secondo le stime del <a href="http://europe.wsj.com/home-page" target="_blank">Wall Street Journal</a>, soppesando gli ultimi risvolti giuridici, l&#8217;indennizzo massimo sarebbe di 100.000 dollari. Briciole per un processo durato due anni. E intanto Google ne chiede l&#8217;<strong>annullamento</strong>. Una sentenza parziale potrebbe essere interpretata come un errore giudiziario.</p>
<p>La giuria non ha riconosciuto, in modo unanime, il “<strong>fair use</strong>” da parte di Google. Resta ancora in sospeso, inoltre, la decisione sulla protezione (o meno) delle <strong>API Java di Oracle</strong>. Nel Vecchio Continente la questione è stata risolta dall&#8217;Alta Corte Europea che ha negato il riconoscimento. Sui possibili sviluppi della vicenda le posizioni si radicalizzano. E i portavoce delle due aziende insistono sui sui soli particolari utili alla tutela dei loro clienti.</p>
<p>Il fronte più gravido di potenziali conseguenze sullo sviluppo software sembra quello delle API. Cosa accadrebbe se il giudice Alsup istituisse un precedente sul diritto d&#8217;autore per il componente Java?</p>
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		<title>RIM: ecco il Blackberry OS 10 Dev Alpha for Business</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 17:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Direttamente dal BlackBerry World 2012 dei giorni scorsi, l&#8217;appuntamento annuale con gli sviluppatori di Research in Motion di Orlando, in Florida, dedicato all’ecosistema BlackBerry, punto di incontro della community legata allo sviluppo su piattaforma BlackBerry, ecco il protagonista del momento: il Blackberry OS 10 Dev Alpha. A grande sorpresa infatti il CEO di RIM, Thorsten [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/bb-back_1.jpg" rel="lightbox[5195]" title="BlackBerry 10 Dev Alpha"><img class="alignleft size-medium wp-image-5199" title="BlackBerry 10 Dev Alpha" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/bb-back_1-300x199.jpg" alt="RIM: ecco il Blackberry OS 10 Dev Alpha for Business" width="300" height="199" /></a>Direttamente <strong>dal BlackBerry World 2012 dei giorni scorsi</strong>, l&#8217;appuntamento annuale con gli sviluppatori di <strong>Research in Motion di Orlando, in Florida,</strong> dedicato all’ecosistema BlackBerry, punto di incontro della community legata allo sviluppo su piattaforma BlackBerry, <strong>ecco il protagonista del momento: il Blackberry OS 10 Dev Alpha</strong>.</p>
<p><strong>A grande sorpresa infatti il CEO di RIM, Thorsten Heins è salito sul palco ed ha presentato la prossima versione del suo OS per smartphone</strong>, appunto <strong>il Blackberry 10</strong>, un nuovo sistema incentrato sulla rapidità, la semplicità e la completezza, che oltre alle classiche funzioni base, sulla gestione professionale delle email e della serie di servizi, propone nuove ed interessanti funzioni, <strong>come dalle parole di Alec Saunders, vice presidente di RIM</strong> “<em>Il nuovo BlackBerry 10 vuole agire sull’eccezionale esperienza utente che ha attirato 77 milioni di persone in tutto il mondo” </em>ed ha continuato<em> “gli sviluppatori potranno creare ogni genere di app da inviare agli utenti per stupirli ancora di più e lasciarli a bocca aperta; grazie inoltre all’integrazione con funzionalità native ed altre applicazioni come BBM, il risultato potrà essere ancora più soddisfacente</em>”.</p>
<p><strong>Un nuovo sistema operativo</strong> quindi, <strong>su base QNX, interamente multitasking tramite slide laterale ed una nuova tastiera virtuale, dotato di un&#8217;interfaccia</strong> davvero innovativa, <strong>completamente touchscreen</strong> (anche se<em> RIM  continuerà comunque a realizzare anche modelli con la tastiera fisica</em>), schermo da 4,2 pollici (1280 x 768 pixel), 16 GB di spazio interno e 1 GB di RAM, Micro USB, HDMI, WiFi e Bluetooth, che utilizza lo standard MicroSIM. Per la Cpu si pensa che probabilmente sarà un dual core da 1GHz o 1,5 Ghz.</p>
<p><strong>Il nuovo Blackberry 10 è dotato inoltre di un SDK che permette nell&#8217; App Generator di realizzare app native in C/C++, Qt Modeling Language (QML) e supporta HTML5, JavaScript e CSS</strong>, per fare un porting semplice delle app basate su OpenGL e grazie agli strumenti Cascades gli utenti avranno a disposizione elementi standard dell&#8217;UI, come Android e iOS, per velocizzare il processo di creazione delle app e la possibilità di usare il framework Cascades, un toolset di sviluppo che consente di ottenere ottimi risultati senza scrivere pagine di codice, in supporto al nuovo HTML 5.</p>
<p><strong>La tastiera virtuale</strong> non ha tasti ma <strong>un sistema di completamento automatico</strong> che prevede quali parole si stanno per scrivere man mano che si compone la frase, suggerendole all&#8217;utente, mentre le applicazioni possono funzionare in contemporanea, consentendo un passaggio rapido da un&#8217;app all’altra. Inoltre <strong>la piattaforma hardware può essere collegata alla TV</strong> per visualizzare i contenuti sul grande schermo e quanto all<strong>&#8216;applicazione fotocamera permette all&#8217;utente di tornare nella cache precedente</strong> della fotocamera, scattata pochi secondi prima il vero scatto, nel caso la foto sia venuta male.</p>
<p>Ma non è ancora tutto, perché <strong>altre novità riguardano le modalità di conversazione, la messaggistica e la possibilità di utilizzare hardware per dj</strong>, con smartphone e tablet come schermo e unità di processing per mixare musica!</p>
<p><strong>Un dispositivo</strong> nel design che ricorda molto quello dell’iPhone 4S e di alcuni modelli della serie Galaxy di Samsung mentre nel sistema operativo ha una grafica che ricorda il Windows Phone, <strong>che punta “quasi” totalmente sul fattore touch e sulla &#8220;keyboard&#8221; virtuale</strong>: <em>questa la nuova sfida lanciata da RIM, che con il suo Ceo Thorsten Heins, ha intrapreso una nuova urgente strategia che va a concorrere con l&#8217;iPhone e i terminali Android di fascia alta!</em></p>
<p><em></em>Insomma un vero gioiellino ma <strong>il dubbio è che il BlackBerry 10 arrivi ormai troppo tardi per risollevare le sorti dell&#8217;azienda</strong>; infatti RIM ha per il momento distribuito ai propri partner solo il prototipo del nuovo device che avrà l&#8217;arduo compito di rubare utenti ad Android e iOS, onde <strong>presentarlo al mercato solo nel prossimo autunno</strong> &#8230; debutto che quindi non fa altro che aumentare le perplessità degli utenti, anche perché Apple, Google e Microsoft, hanno già in cantiere dal canto loro, nuove versioni dei propri ecosistemi mobile.</p>
<p>E mentre<strong> il Ceo di Rim, Thorsten Heins tiene a precisare che</strong> “<em>l&#8217;azienda vuole puntare tutto sui propri clienti business</em> “ non resta che <strong>stare a veder cosa succederà &#8230;</strong></p>
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		<title>Il tasto &#8220;Ascolta&#8221; su Facebook: delusione o successo?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 16:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultime novità da Facebook, il social network più famoso di tutti i tempi, che aggiunge al suo canet di servizi anche il tasto “ascolta” (“Listen”), un tasto ispirato all&#8217;ormai deceduto Myspace, che si affiancherà al pulsante “mi piace” sotto la foto di copertina della Timeline di Facebook, sulle fan page di tutti i più importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/ascolta-la-tua-musica-preferita-direttamente-su-facebook-con-deezer1.jpg" rel="lightbox[5175]" title="FaceBook"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5186" title="FaceBook" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/ascolta-la-tua-musica-preferita-direttamente-su-facebook-con-deezer1-150x150.jpg" alt="Il tasto Ascolta su Facebook: delusione o successo?" width="150" height="150" /></a>Ultime novità da Facebook, il social network più famoso di tutti i tempi, che aggiunge al suo canet di servizi anche il tasto “ascolta” (“Listen”)</strong>, un tasto ispirato all&#8217;ormai deceduto Myspace, <strong>che si affiancherà al pulsante “mi piace” sotto la foto di copertina della Timeline</strong> di Facebook, sulle fan page di tutti i più importanti artisti della scena musicale mondiale.</p>
<p>Una nuova funzionalità quindi, che aumenterà l&#8217;interazione con gli utenti e che semplicemente <strong>cliccando sul tasto “ascolta” consentirà di sentire l’opera del musicista trasmessa in genere grazie a siti quali Spotify e Deezer</strong>, oppure essendo il primo ancora assente dall&#8217;Italia ed il secondo, gratuito solo per 15 giorni, a <strong>MOG</strong> o nel caso l&#8217;utente non sia iscritto a nessun servizio di streaming musicale, al sito più in voga,<strong> ascoltando in streaming da Internet, le novità dei propri gruppi preferiti o scoprendo nuovi artisti</strong>: il tutto … <strong>rimanendo direttamente all’interno del social network!</strong></p>
<p><strong></strong>Una chance in più per gruppi ed musicisti di farsi conoscere, in concomitanza con<strong> un altro colpo messo a segno dal social network in blu, che dallo scorso martedì 17 aprile, ha fatto apparire il nuovo tasto</strong>, dedicato ad oggi solo alle versioni  di Facebook per Pc o Mac, anche se in futuro si dovrebbe sviluppare anche una versione per smartphone e tablet, sia iOS che Android.</p>
<p><strong>“Ascolta” consente</strong> quindi di ascoltare <strong>un cantante a piacere</strong>, Vasco Rossi, Laura Pausini o altro,<strong> andando nella sua fan page ufficiale di Facebook</strong>, <strong>comunicando altresì a tutti gli &#8220;amici&#8221; di star ascoltando il cantante in questione, mediante la traccia sul Diario dell&#8217;utente</strong>; motivo per cui, <strong>tornando</strong> alla solita<strong> questione della privacy</strong>, un pop-up avverte di tutto ciò, prima dell’accettazione del servizio offerto!</p>
<p>In pratica, <strong>per iniziare ad ascoltare le canzoni, bisogna entrare nella pagina dell&#8217;artista preferito e cliccare su “Ascolta“, tenendo presente che se è la prima volta, è necessario accettare le condizioni dell’app, Deezer</strong>, che è quella <strong>proposta di default nel caso dell&#8217;Italia</strong> ma sostituibile a discrezione e dare l’autorizzazione al sistema e consentirgli di accedere ad alcuni dei propri dati e alla bacheca, <strong>dopo di che si è rimbalzati sul sito del servizio per ascoltare la musica in streaming, ove completare l&#8217;iscrizione: </strong>premendo infatti sul tasto “Ascolta” nelle pagine, il sistema fa aprire una nuova finestra del browser col sito Deezer, da cui scegliere le canzoni da ascoltare in streaming, fermando o mettendo in pausa con lo stesso tasto.</p>
<p><strong>Da ricordare </strong>infine<strong> che Deezer è in prova gratuita per 15 giorni, scaduti </strong>i quali<strong> sono disponibili gratuitamente solo le anteprime di 30 secondi delle canzoni, limite superabile </strong>sottoscrivendo un<strong> abbonamento da 4,99 euro al mese, estendibile a 9,99 euro, con tutti i servizi Premium+</strong> come la possibilità di ascoltare la musica su cellulare o tablet, anche offline … <strong>il tutto fuori da Facebook, motivo per cui </strong>a dirla tutta,<strong> spesso i comandi dal social network sulle riproduzione delle canzoni, non funzionano a dovere</strong> ed obbligano l&#8217;utente a spostarsi sulla scheda di Deezer per intervenire!</p>
<p>Insomma <strong>Mark Zuckberger ha fatto fare un grande salto di livello al suo Facebook ma c&#8217;è ancora molto da lavorare</strong>, <strong>per</strong> mantenere alto il livello di quello che è<strong> il social dei network!</strong></p>
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		<title>Bitcoin: moneta invisibile usata nelle transazioni illegali della rete</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 08:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Completamente anonima, legata al versante oscuro della rete, il deep web. Bitcoin è la moneta digitale che regola gran parte delle transazioni digitali più impensate. A differenza di quanto accade nella realtà analogica, non c&#8217;è una banca centrale a regolarne il flusso. Forse proprio per questo, per  autonomia e volatilità, è divenuta la merce di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/bitcoin_large1.jpg" rel="lightbox[5177]" title="Bitcoin"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5180" title="Bitcoin" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/05/bitcoin_large1-150x137.jpg" alt="Bitcoin: moneta invisibile usata nelle transazioni illegali della rete" width="150" height="137" /></a>Completamente anonima, legata al versante oscuro della rete</strong>, il <a title="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" href="http://www.capn3m0.org/deep-web-e-the-hidden-wiki-the-darkside-of-the-web.html">deep web</a>. <a title="Bitcoin" href="https://it.bitcoin.it/wiki/Pagina_principale" target="_blank">Bitcoin</a> è la moneta digitale che regola gran parte delle transazioni digitali più impensate. A differenza di quanto accade nella realtà analogica, non c&#8217;è una banca centrale a regolarne il flusso. Forse proprio per questo, per  autonomia e volatilità, è divenuta la <strong>merce di scambio nel commercio illegale</strong>.</p>
<p>Mentre se analizzata da un punto di vista puramente teorico rappresenta l&#8217;esperimento della moneta ideale, <strong>priva di inflazione </strong>e con massima libertà di pagamento, dall&#8217;altra abusando dell&#8217;assenza di controllo è mezzo per i <strong>fini più turpi</strong>. Si tratta, in realtà, di un progetto recente, inaugurato nel 2009 da <strong>Satoshi Nakamoto</strong>. Idea in grado di farsi apprezzare da un pubblico alla ricerca di anonimato grazie alla sua natura crittografica.</p>
<p>Non potendo essere tracciata da un soggetto governativo, Bitcoin sfrutta le <strong>logiche delle reti “peer-to-peer”</strong>. Ma come entrare in questo scambio? Semplice, è sufficiente scaricare un programma dedicato per gestire ogni transizione. Requisito indispensabile, la creazione di un <strong>portafoglio digitale</strong>. Di cosa si tratta? Uno spazio virtuale dove archiviare i dati relativi alla vostra disponibilità monetaria. Risultato raggiunto attraverso un&#8217;applicazione client installata sulla propria macchina, oppure mediante un sito dedicato.</p>
<p>Il problema di relegare l&#8217;intera propria ricchezza sull&#8217;hard disk del PC si presenta in caso di improvvisi quanto irreparabili guasti. Va tutto perduto. Ma c&#8217;è l&#8217;opportunità di salvare i Bitcoin su un piattaforme online, e la questione è risolta. <strong>Vero punto di forza di Bitcoin la sua struttura reticolare e decentralizzata.</strong> Ogni nodo può trasferire, quindi ricevere, monete. Quanto alle transazioni, si tratta di processi irreversibili nonché immediati. Limite massimo alla circolazione è sancito in 21 milioni di Bitcoin.</p>
<p><strong>L&#8217;ottenimento di Bitcoin</strong> passa dalla conversione di euro in valuta digitale (nel rapporto di un Bitcoin ogni 3,8 euro) oppure dal conseguimento di bonus in Bitcoin offerti da siti (ad esempio sperimentando applicazioni o acquistando determinati prodotti). Tra i vantaggi assicurati da un sistema di scambio orizzontale l&#8217;assenza di qualsiasi processo inflazionistico. Che di solito è prodotto dalle decisioni dell&#8217;autorità centrale.</p>
<p>Realtà sperimentale di indubbio valore, ma è giusto che alimenti l&#8217;<strong>acquisto di merci illegali quali armi e droga</strong>? E soprattutto, siamo ancora in tempo per <strong>porre un freno al fenomeno del deep web</strong>? Difficile credere all&#8217;introduzione di un freno allo scambio di Bitcoin, ciò sarebbe anche illegittimo, tuttavia nell&#8217;uso, forse, un limite potrebbe funzionare. Cosa ne pensi?</p>
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		<title>Megaupload: è il tutti contro tutti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 05:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Megaupload non era solo un sito, ma l&#8217;emblema di una rete consacrata alla libertà, simbolo di una volontà interpretata da Kim Dotcom ma di cui il founder restava mera emanazione. Da qui la domanda, di chi è la responsabilità del mega-impero del file hosting? Infuriano le polemiche. Dopo l&#8217;attacco del governo statunitense al portale la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/01/megaupload.png" rel="lightbox[5173]" title="megaupload"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4604" title="megaupload" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/01/megaupload-150x150.png" alt="Megaupload: è il tutti contro tutti" width="150" height="150" /></a><strong>Megaupload</strong> non era solo un sito, ma l&#8217;emblema di una rete consacrata alla libertà, simbolo di una volontà interpretata da <a title="Curiosità su Kim Dotcom, Mr. Megaupload!" href="http://www.capn3m0.org/curiosita-kim-dotcom-megaupload.html">Kim Dotcom</a> ma di cui il founder restava mera emanazione. Da qui la domanda, <strong>di chi è la responsabilità del mega-impero del file hosting? Infuriano le polemiche</strong>.</p>
<p>Dopo l&#8217;<a title="Megaupload chiuso dall’Fbi!!!" href="http://www.capn3m0.org/megaupload-chiuso-fbi.html">attacco del governo statunitense</a> al portale la difesa legale dei vertici di Megaupload sta tentando di <strong>evitare l&#8217;estradizione</strong>. Ma Washington punta il dito anche contro l&#8217;avvocato, partner della <em>law firm</em> Quinn Emanuel Urguhart &amp; Sullivan, <strong>Andrew Schapiro</strong>. Che, essendo coinvolto nel caso  <em>Viacom vs YouTube</em>, si troverebbe, secondo il governo statunitense, in un presunto conflitto di interessi. Sì, perché YouTube figura tra le vittime individuate dal governo federale a seguito della chiusura del servizio di file-sharing. Il gruppo che fa capo a Google dovrà quindi testimoniare contro la presunta cricca di Dotcom.</p>
<p>Ma che fine faranno tutti quei <strong>file prodotti dagli utenti</strong> e caricati sul cyberlocker? Contenuti legittimi la cui unica colpa è quella di essersi trovati sul server sbagliato nel momento sbagliato. Per questo gli attivisti di <em>Electronic Frontier Foundation</em> (EFF) stanno dando battaglia nel caso  <em>Goodwin vs USA.</em></p>
<p><strong>È possibile rientrare in possesso dei propri materiali legalmente caricati sulla piattaforma?</strong> Incombe la minaccia della <strong>distruzione totale dei contenuti, quasi 30 petabyte di file</strong>. Come prima reazione la difesa segna una netta opposizione alla scelta, visto che parte del materiale potrebbe risultare utile ai fini processuali. Si oppone alla conservazione l&#8217;industria cinematografica che lamenta la violazione delle leggi sul copyright.</p>
<p>Sul banco degli imputati potrebbe figurare persino la società di hosting <strong>Carpathia</strong>, che gestisce i server su cui sono stati archiviati i file. L&#8217;accusa è di responsabilità nella violazione del copyright commessa dai fruitori del sito di Dotcom. Collaborazione da cui deriverebbero profitti per <strong>35 milioni di dollari</strong>.</p>
<p><strong>Come finirà la vicenda? </strong>Il tutti contro tutti cambierà il probabile esito del macero virtuale? Ma sopratutto questa gogna mediatica a cui è sottoposto l&#8217;impero di Dotcom serve davvero a far trionfare la legalità o piuttosto mira a lanciare un monito agli utilizzatori della rete? Colpiscine uno per educarne cento.</p>
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		<title>Mediaset vince il ricorso e si riprende il dominio “Mediaset.com”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 17:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È una vicenda a tratti paradossale, per certi versi ironica, i cui risvolti hanno avuto pesanti conseguenze legali. Nodo del contendere il dominio “Mediaset.com”, da tempo non rinnovato, andato all&#8217;asta e quindi acquistato dalla società americana Fenicius Llc. È seguito il ricorso da parte di Cologno Monzese e il conseguente rigetto del tentativo di riappropriazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/mediaset.jpg" rel="lightbox[5170]" title="Mediaset"><img class="alignleft size-medium wp-image-5171" title="Mediaset" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/mediaset-300x109.jpg" alt="Mediaset vince il ricorso e si riprende il dominio “Mediaset.com”" width="300" height="109" /></a>È una vicenda a tratti paradossale, per certi versi ironica, i cui risvolti hanno avuto pesanti conseguenze legali. Nodo del contendere il <strong>dominio “Mediaset.com”</strong>, da tempo non rinnovato, andato all&#8217;asta e quindi<strong> acquistato dalla società americana Fenicius Llc</strong>. È seguito il ricorso da parte di Cologno Monzese e il conseguente rigetto del tentativo di riappropriazione del dominio dalle autorità. Ma Mediaset non si da per vinta intentando un nuovo ricorso contro la Fenicius. Viene accolto. Dal Tribunale Civile di Roma arriva l<strong>&#8216;inibizione all&#8217;uso del nome e del dominio “Mediaset.com”, oltre a 1000 euro di penale per ogni giorno di ritardo nell&#8217;esecuzione del provvedimento</strong>.</p>
<p>Emersa dall&#8217;iter processuale la malafede nell&#8217;acquisto del marchio Mediaset, tentativo di acquisizione del brand. Non solo. L&#8217;azienda milanese pone l&#8217;accento sul problema di fondo alla vicenda, la sempre più difficile<strong> tutela del copyright</strong>. In una nota ufficiale Mediaset infatti rimarca come &#8220;il ricorso immediato alla giustizia ordinaria ha dato i risultati sperati. Ma ciò non toglie che la materia sia diventata un&#8217;autentica giungla da disboscare. Ormai il problema è urgente&#8221;. Il rischio di trovarsi in una situazione analoga potrebbe presentarsi per ogni società che dispone di un marchio conosciuto. &#8220;L&#8217;azienda ha deciso di operare su internet solo attraverso Mediaset.it per la comodità degli utenti, ma per quanto riguarda il copyright ogni altra estensione di dominio legata al marchio non dovrebbe esistere, in quanto esiste una sola azienda proprietaria del brand&#8221;.</p>
<p>Probabilmente non si tratta di una nota conclusiva nell&#8217;annosa questione della tutela dei marchi, ancora carente sul fronte di un quadro del diritto complessivamente coerente. <strong>Una volta tanto il grande network italiano vince una battaglia assai condivisibile, per quanto perniciosa, contro la libertà della rete</strong>.</p>
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		<title>Google Autonomous Car: guidata da un cieco ed affiancata dalla nuova Lexus RX450h</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 10:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Direttamente dall&#8217;ultima tecnologia di Google ecco oggi la Google Car, la famosa auto senza conducente che Big G sta portando avanti da molto tempo, dividendo il pubblico tra paura e riverenza, che intende aiutare tutte quelle persone che per disabilità non potrebbero altrimenti viaggiare autonomamente.  Se da una parte spaventa gli utenti, dall&#8217;altra raccoglie tutti gli onori in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/original.jpg" rel="lightbox[5163]" title="Google Autonomous"><img class="alignleft size-medium wp-image-5167" title="Google Autonomous" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/original-300x168.jpg" alt="Google Autonomous Car: guidata da un cieco ed affiancata dalla nuova Lexus RX450h" width="300" height="168" /></a>Direttamente <strong>dall&#8217;ultima tecnologia di Google ecco oggi la Google Car</strong>,<strong> la famosa auto senza conducente</strong> che Big G sta portando avanti da molto tempo, dividendo il pubblico tra paura e riverenza,<strong> che intende aiutare tutte quelle persone che per disabilità non potrebbero altrimenti viaggiare autonomamente.  Se da</strong><strong> una parte spaventa</strong> gli utenti, <strong>dall&#8217;altra</strong> <strong>raccoglie tutti gli onori</strong><strong> in quanto la tecnologia che c’è dietro quest&#8217;auto senza pilota è davvero impressionante</strong> con peculiarità quali: <em>un ricevitore GPS, per poter conoscere sempre la sua posizione, numerosi sensori a sostituire gli occhi dell’automobilista</em><em> i cui segnali sono inviati al computer di bordo, 4 radar di tipo automobilistico: 2 frontali ed 1 posteriore, come quelli ultimamente offerti come optional sulle auto per prevenire le collisioni, un dispositivo sulla ruota posteriore sinistra che misura il minimo spostamento dell’auto, una videocamera sulla parte alta del parabrezza che riconosce i semafori e facilita il riconoscimento di ostacoli in movimento come pedoni o ciclisti e sul tetto un Lidar, un dispositivo usato in meteorologia per effettuare scansioni con raggio d’azione di 60 metri in tutte le direzioni, che come il Radar rileva oggetti a distanza ma con impulso laser</em>.</p>
<p>Un gioiellino di tecnologia insomma<strong> </strong>che <strong>dopo i successi dei vari test su strada</strong>, in cui le vetture sono state accompagnata da un dipendente dell&#8217;azienda al volante per ovvie questioni di responsabilità giuridica,<strong> ha fatto il suo debutto anche con un civile!</strong><br />
Un&#8217;esperienza davvero unica e sensazionale che ha rivelato appieno le capacità straordinarie della Toyota Prius, che ha permesso a<strong> Steve Mahan, cieco al 95% e privo di patente di guida</strong>, accompagnato solo per motivi di sicurezza da un poliziotto, a muoversi in assoluta autonomia tra le strade di Morgan Hill, in California e a raggiungere il ristorante dopo un percorso lungo il quale l&#8217;auto si è fermata agli stop ed i suoi sensori, dopo aver verificato l&#8217;assenza di altri veicoli agli incroci, è ripartita evitando ostacoli e costeggiando gli oggetti, parcheggiandosi infine in un posto per disabili: il tutto, ovviamente, rispettando la segnaletica ed il codice della strada!</p>
<p><strong>Un percorso </strong>per cui <strong>il sistema di bordo ha disposto la geolocalizzazione esatta del ristorante, dei segnali, delle postazioni e dei riferimenti</strong>, secondo una procedura comunque standard che ha visto ad oggi la &#8220;flotta&#8221; delle Google Car percorrere quasi 350.000 Km sulle strade californiane, anche in pieno traffico, incappando solo in un incidente, peraltro non grave, causato da un errore umano di un dipendente e non dalla vettura.<br />
Ma<strong> il progetto Google delle self-driving car, dopo i successi conseguiti ed il via libera</strong> di qualche mese fa da parte <strong>delle autorità americane per la libera circolazione dei prototipi</strong> (sembra a partire dal Nevada), che fa peraltro presagire una sua non lontana commercializzazione,<strong> sembra sia il futuro su cui Big G vuole puntare, tanto da allargare la flotta con Lexus</strong><strong> con cui il colosso di Mountain View sta sviluppando un prototipo della RX450h</strong>, la sua prima auto a guida ibrida.</p>
<p>E proprio <strong>un prototipo</strong> della nuova vettura è già stato <strong>avvistato nella California del Sud e prontamente fotografato da un automobilista di passaggio</strong> che ha consentito di “sbirciare” che il design del sistema di sensori montato sulla sommità della nuova Google Car ha migliorato il suo ingombro ed è stato reso molto più aerodinamico rispetto ai primi prototipi ma quanto all&#8217;interno non si è potuto carpire molto, anche se è certo che la configurazione dell&#8217;abitacolo avrà risentito della gestione delle guida computerizzata.<br />
Insomma <strong>non resta che attendere nuove indiscrezioni, notizie, informazioni e foto circa l&#8217;ultima Google Autonomous Car</strong>, questa fantastica Lexus RX450h <strong>e fare i migliori complimenti a Big G!</strong></p>
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		<title>Il Co-fondatore Google Sergey Brin: “A rischio la libertà della Rete”</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 07:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rete è a rischio censura. A rivelarlo l&#8217;inventore dell&#8217;attuale paradigma di ricerca Sergey Brin, co-fondatore di Google, dalle pagine del quotidiano britannico The Guardian. Un&#8217;intervista spiazzante, il libero accesso al web sarebbe in pericolo e con esso il motore ideologico della rivoluzione hi-tech degli anni 90&#8242;. Internet nelle maglie di governi, grandi lobby e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/sergei-brin-google.jpg" rel="lightbox[5165]" title="sergei brin google"><img class="alignleft size-medium wp-image-5166" title="sergei brin google" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/sergei-brin-google-300x195.jpg" alt="Il Co fondatore Google Sergey Brin: “A rischio la libertà della Rete”" width="300" height="195" /></a>La rete è a rischio censura.</strong> A rivelarlo l&#8217;inventore dell&#8217;attuale paradigma di ricerca <strong>Sergey Brin</strong>, co-fondatore di Google, dalle pagine del quotidiano britannico The Guardian. Un&#8217;intervista spiazzante, il libero accesso al web sarebbe in pericolo e con esso il motore ideologico della rivoluzione hi-tech degli anni 90&#8242;. Internet nelle maglie di governi, grandi lobby e compagnie.</p>
<p>E Google? Dalla Cina all&#8217;Iran sarebbero molti gli esempi di restrizioni imposte agli utenti da parte di preponderanti fattori esterni. &#8220;<em>In tutto il mondo, esistono forze molto potenti che si sono allineate su più fronti contro la Rete libera</em> &#8211; afferma Brin &#8211; <em><strong>Sono più preoccupato ora che in passato. È spaventoso</strong>&#8220;.</em> Primo limite alla circolazione e condivisione dei contenuti sarebbero proprio i governi. Sopratutto quelli non democratici. E non solo. Oltre alla grande muraglia digitale di un potere politico repressivo, già reso noto dall&#8217;organizzazione internazionale Reporters Sans Frontieres (RSF), c&#8217;è quella delle lobby.</p>
<p>I colossi dell&#8217;intrattenimento hanno dato luogo a una <strong>battaglia senza quartieri contro la condivisione illegale di file</strong>, grazie al supporto di un potere governativo compiacente (vedasi i disegni di <a title="SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?" href="http://www.capn3m0.org/sopa-pipa-cosa-sono-perche-fanno-paura.html"><strong>legge SOPA</strong></a>, <strong>CISPA</strong> o il trattato <strong>ACTA</strong>). È poi il turno dei feudi digitali. Chi sarebbero? Apple e Facebook in testa, piattaforme che somigliano a recinti dove raccogliere, baloccando, milioni di utenti sotto un controllo completo delle loro attività (ovvero remunerativi dati personali). I cosiddetti <strong>walled garden</strong>. Emerge però una visione affatto disinteressata nei confronti del social network di <strong>Mark Zuckerberg</strong>. “<em>Con tutte queste regole, l&#8217;innovazione rischia di essere limitata</em>&#8220;. E la ragione sarebbe chiara, nell&#8217;interpretazione di Brin: &#8220;<em>C&#8217;è tanto da perdere con i sistemi recintati. Ad esempio, tutte le informazioni contenute nelle applicazioni. Questi dati non sono rintracciabili dai crawler del web. E quindi l&#8217;utente non li può cercare</em>”.</p>
<p>I recinti non vanno bene perché Google non riesce a indicizzarne i preziosi dati contenuti, non riesce cioè a farne un altro enorme, lucrativo profitto. Insomma, Brin che si lamenta della censura applicata alla rete lancia un allarme più per le sue casse che per il diritto all&#8217;illuministico precetto del libero scambio di idee e opinioni. <strong>Il controllo dei governi, le lobby e i walled garden visti nella lettura di Brin sono, in prima istanza, un vincolo all&#8217;impero egemonico della sua creatura.</strong> Vero unico grande limite e attentato alla nostra libertà. Se non la pensi come me, facci sentire la tua voce, commenta.</p>
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		<title>Security Guardian: la penna USB con autodistruzione</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 08:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla scia del famosissimo ispettore Gadget degli anni 80, una sorta di cyborg, dotato dei più svariati gadget tecnologici innestati nel corpo che all&#8217;inizio di ogni episodio riceveva l&#8217;incarico tramite un messaggio che si auto-distruggeva (a causa delle famose “dimenticanze”), ecco oggi la penna USB con autodistruzione! Ebbene sì la fantasia o fantascienza che dir [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/security-guardian4.jpg" rel="lightbox[5157]" title="Security Guardian"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5161" title="Security Guardian" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/security-guardian4-150x150.jpg" alt="Security Guardian: la penna USB con autodistruzione" width="150" height="150" /></a>Sulla scia del famosissimo ispettore Gadget</strong> degli anni 80, una sorta di cyborg, dotato dei più svariati gadget tecnologici innestati nel corpo che all&#8217;inizio di ogni episodio riceveva l&#8217;incarico tramite un messaggio che si auto-distruggeva (a causa delle famose “dimenticanze”), <strong>ecco oggi la penna USB con autodistruzione!</strong></p>
<p>Ebbene sì la fantasia o fantascienza che dir si voglia, diventano realtà con<strong> la chiavetta sviluppata da un&#8217;azienda inglese, la ExactTrak</strong>, specializzata nella protezione dei dati, che<strong> ha creato Security Guardian, una penna USB tracciabile tramite GPS che all&#8217;occorrenza può essere distrutta con una scarica ad alto voltaggio che scioglie il chip interno cancellando</strong> di fatto <strong>tutti i contenuti in modo totalmente definitivo.</strong></p>
<p>Una vera e propria penna USB con autodistruzione incorporata quindi, <strong>utile a proteggere i propri dati in modo sicuro da occhi indiscreti nel caso di sottrazione indebita o nel caso di una dimenticanza in luoghi pubblici</strong> della chiavetta USB o laptop da parte del proprietario stesso <strong>eventualità che ExactTrak ha stimato accadere ben nel 65 per cento dei casi!</strong></p>
<p><strong>Security Guardian</strong> è leggermente più grande dei dispositivi attualmente in commercio ed<strong> ha una SIM incorporata che permette di rintracciarla e di bloccare l&#8217;accesso di un utente non autorizzato al suo contenuto</strong> semplicemente collegandosi al proprio account ma, se per qualsiasi motivazione e/o circostanza questo non dovesse funzionare,<strong> resta la possibilità della scarica elettrica ad alta tensione</strong> attivabile anche senza connessione a internet o senza che la penna sia collegata ad un computer, grazie ad una batteria <strong>della serie</strong> “<em>Se mi lasci (in giro) mi cancello!</em>” <strong>con il gesto estremo della memoria</strong> che fonde il chip interno cancellando definitivamente i dati!</p>
<p><strong>Entrata ormai nel quotidiano</strong>,<strong> in risposta all&#8217;esigenza di portare sempre ed ovunque con se i propri dati, la chiavetta Usb è utilizzata oggi come oggi in fusione con accessori</strong> quali portachiavi, bijoux, pupazzetti, … e molto altro, grazie alle sue dimensioni ridotte ed all’assenza di meccanismi mobili che, a differenza degli hard disk comuni, che seppur portatili non reggono minimamente il confronto, consacrano la chiavetta Usb ad accessorio tecnologico resistente, pratico, sicuro e di tendenza, molto appetibile da tutte le generazioni, specie in virtù delle sempre crescenti capacità di memoria e della sua interoperabilità, <strong>che oggi con Security Guardian arriva al top!</strong></p>
<p>Insomma <strong>d&#8217;ora in poi si possono dormire sonni tranquilli, perché i propri dati</strong>, la cui natura sia di lavoro, piacere o studio, sono al sicuro<strong> grazie a Security Guardian, anche se a dire il vero rimane ancora l&#8217;incognita del prezzo per questo dispositivo</strong>, per cui non resta che attendere delle novità in merito … <strong>anche se le voci dei soliti ben informati del web sostengono</strong> che la penna USB con autodistruzione, <strong>avrà un costo non troppo lontano da quello delle comuni chiavette USB</strong>, per cui sarà economicamente accessibile per tutti: <em>sarà davvero così? Tutti potranno avere almeno uno degli accessori dell&#8217;ispettore Gadget? Vedremo … e speriamo!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>WordPress 3.3.2 rilasciato da poche ore!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 00:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>capn3m0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da poche ore è stata rilasciata la nuova versione di WordPress 3.3.2 che va a risolvere alcuni problemi di sicurezza presenti nelle precedenti versioni. La nuova versione corregge alcuni bug legati a vulnerabilità di tipo Cross Site Scripting (XSS) e Privilege Escalation. Per maggiori informazioni vi invito a far riferimento al changelog a questo link. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1045" title="WordPress" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2010/10/wordpress-150x150.jpg" alt="WordPress 3.3.2 rilasciato da poche ore!" width="150" height="150" /></p>
<p>Da poche ore è stata rilasciata la nuova versione di<strong> WordPress 3.3.2 </strong>che va a risolvere alcuni <strong>problemi di sicurezza</strong> presenti nelle precedenti versioni.</p>
<p>La nuova versione corregge alcuni bug legati a <strong>vulnerabilità di tipo Cross Site Scripting (XSS) e Privilege Escalation</strong>. Per maggiori informazioni vi invito a far riferimento al changelog a <strong><a title="Changelog WordPress" href="http://wordpress.org/news/2012/04/wordpress-3-3-2/" target="_blank">questo</a></strong> link.</p>
<p>Vi invitiamo ad eseguire il più celermente possibile l’upgrade del vostro applicativo direttamente dalla DashBoard o eseguendo il download dell’ultima versione di <strong>WordPress</strong> <a title="Ultima versione di WordPress" href="http://wordpress.org/latest.zip" target="_blank">cliccando qui</a>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iphone 5, tutte le novità!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 15:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora parliamo del nuovo erede del “Melefonino”: il nuovissimo Iphone 5. In questo articolo vi andremo ad annunciare novità, rumors e anticipazioni sul nuovo device e smartphone di casa Apple più conosciuto al mondo. Prima strabiliante novità che potrà essere contenuta nel nuovo smartphone sarà la tecnologia “Power Felt”, sviluppata da un gruppo di ricercatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/verizon-iphone-5-no-lte_t.jpg" rel="lightbox[5141]" title="Iphone 5"><img class="alignleft size-medium wp-image-5156" title="Iphone 5" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/verizon-iphone-5-no-lte_t-300x191.jpg" alt="Iphone 5, tutte le novità!" width="300" height="191" /></a>Ora parliamo del nuovo erede del “Melefonino”: il nuovissimo <strong>Iphone 5</strong>. In questo articolo vi andremo ad annunciare novità, rumors e anticipazioni sul nuovo device e smartphone di casa Apple più conosciuto al mondo. Prima strabiliante novità che potrà essere contenuta nel nuovo smartphone sarà la <strong>tecnologia “Power Felt”</strong>, sviluppata da un gruppo di ricercatori di Wake Forest University a Winstom Salem, paese della del North Caroline, sistema che permetterà di <strong>ricaricare la batteria del nostro cellulare grazie al calore umano</strong>: un tessuto, infatti, sarebbe capace di assorbire il calore e convertirlo in energia per il Melafonino. Altra grande novità è che l’Iphone 5 sarà completamente <strong>idrorepellente e impermeabile, grazie alla tecnologia “Water Block” ideata da HzO</strong>. L’acqua, quindi, non potrà danneggiare il device, non compromettendo i suoi componenti interni.</p>
<p>Inoltre, l’Apple starebbe pensando di dotare il nuovo telefono di una telecamera/fotocamera con la Tecnologia Lytro, che consentirebbe di catturare le immagini e metterle a fuoco dopo lo scatto.</p>
<p>Ultima anticipazione: il nuovo telefono della Casa di Cupertino avrà un dock di dimensioni ridotte e avrà una <strong>batteria con una autonomia maggiore</strong> rispetto a quella del suo predecessore: l’Iphone 4S.</p>
<p>Per ora le anticipazioni che sentiamo di annunciarvi sono queste, presto vi annuncieremo altre fantastiche novità e funzionalità del futuro Iphone 5! Stay Tuned!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
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		<title>Facebook acquista Instagram: un nuovo attacco alla privacy?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 12:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mark Zuckerberg]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;ottobre del 2010, grazie alla sua semplicità ed efficienza, ha saputo conquistare 30 milioni di utenti raggiungendo, in appena due anni, il valore di 1 miliardo di dollari. Tanto è stata pagata da Facebook l&#8217;applicazione Instagram. Il celebre “Social Network Fotografico” formato mobile nasce come servizio di condivisione immagini riservato ai dispositivi Mac (iPhone, iPod e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/istagram.jpg" rel="lightbox[5150]" title="Instagram"><img class="alignleft size-medium wp-image-5152" title="Instagram" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/istagram-300x77.jpg" alt="Facebook acquista Instagram: un nuovo attacco alla privacy?" width="300" height="77" /></a>Dall&#8217;ottobre del 2010, grazie alla sua semplicità ed efficienza, ha saputo conquistare 30 milioni di utenti raggiungendo, in appena due anni, il valore di <strong>1 miliardo di dollari.</strong> Tanto <a title="Facebook compra Instagram per ben un miliardo di dollari" href="http://www.capn3m0.org/facebook-compra-instagram-per-ben-un-miliardo-di-dollari.html">è stata pagata da <strong>Facebook</strong></a> l&#8217;applicazione <a href="http://instagram.com/">Instagram</a>. Il celebre “Social Network Fotografico” formato mobile nasce come servizio di condivisione immagini riservato ai dispositivi Mac (iPhone, iPod e iPad). Solo dal 3 aprile presente anche nell&#8217;universo Android. Ad annunciare <strong>l&#8217;acquisizione Mark  Zuckerberg</strong> in persona dalla sua bacheca di Facebook.</p>
<p>Ma le <strong>polemiche</strong> non hanno tardato ad arrivare. Non a caso è stato lo stesso Zuckerberg a mettere le mani avanti per primo, assicurando che Instagram rimarrà comunque un marchio dipendente, dichiarando di volersi concentrare sulla <em>“costruzione di Instagram sui suoi punti di forza piuttosto che cercare di integrare tutto in Facebook”. </em>A preoccupare gli utenti le precedenti <strong>politiche sulla privacy</strong> attuate da Facebook. E nonostante i risultati record sinora registrati, sulla rete serpeggia una certa delusione che avrebbe portato già molti utenti ad abbandonare l&#8217;applicazione.</p>
<p>Malumori apparsi sotto forma di animosi messaggi Twitter: “Io odio Facebook e la mancanza di privacy ora devo togliere le mie foto, prima di non poterlo più fare”, oppure “Sai cosa mancava ad Instagram? Annunci e invasioni della privacy. Basta [$] 1 miliardo di dollari per far si che questo accada”.</p>
<p>C&#8217;è chi, come <a href="http://www.techradar.com/news/portable-devices/instagram-users-jumping-ship-over-facebook-acquistion-1075462">techradar.com</a>, oltre che a segnalare il disappunti degli utenti, mette <strong>in forse il futuro della stessa Instagram</strong>. Il parallelo è con il destino seguito dal servizio di photo-sharing Flickr inseguito all&#8217;acquisto da parte di Yahoo nel 2005. Un progressivo declino che ha accompagnato l&#8217;andamento del motore di ricerca. Poco rassicuranti, anzi espressione di un percepibile livello di allarme, sono quindi i messaggi di Zuckerberg e del CEO di Instagram Kevin Systrom: <em>L’applicazione Instagram sarà ancora la stessa che conosci e ami”. Ma è così irrefrenabile il bisogno di immergersi in questo bagno d&#8217;omologazione che tanti non arriveranno neppure a porsi il problema dell&#8217;ennesimo attacco alla loro privacy. Forza Facebook. </em></p>
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		<title>Pastebin.com sfratta Anonymous per tutelare i propri utenti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultime notizie da Pastebin.com, il famoso repository online di file testuali che, udite udite, dà il belservito ad Anonymous &#8230; per tutelare i propri utenti! Ebbene si, perché Pastebin è infatti stato spesso usato in passato dal gruppo Anonymous per le sue rivendicazioni e leak ma per il futuro sembra proprio che i pirati della rete dovranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/pastebin.jpg" rel="lightbox[5136]" title="Pastebin sfratta Anonymous"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5149" title="Pastebin sfratta Anonymous" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/pastebin-150x150.jpg" alt="Pastebin.com sfratta Anonymous per tutelare i propri utenti" width="150" height="150" /></a>Ultime notizie da<strong> Pastebin.com, il famoso repository online di file testuali che,</strong> udite udite, <strong>dà</strong> <strong>il belservito ad Anonymous &#8230; per tutelare i propri utenti!</strong></p>
<p><strong></strong>Ebbene si, perché Pastebin è infatti stato spesso<strong> usato in passato dal gruppo Anonymous per le sue rivendicazioni e leak ma per il futuro</strong> sembra proprio che<strong> i pirati della rete </strong>dovranno<strong> migrare su altri “lidi” o per meglio dire canali</strong>, in quanto i responsabili di Pastebin intendono bannare dal loro servizio i &#8220;materiali sensibili&#8221;, tra cui appunto le rivendicazioni di Anonymous.</p>
<p><strong>Pastebin.</strong>com rischia quindi di<strong> diventare un secondo caso &#8220;MegaUpload&#8221; se non dimosterà con i fatti di voler rimuovere tutti dati sensibili presenti sul sito</strong> e tra questi, ovviamente, particolare attenzione sarà rivolta a quelli pubblicati dagli hacker quali <strong>Anonymous e LulzSec</strong>, motivo per cui <strong>Jeroen Vade</strong>r, l´imprenditore olandese dal 2010 <strong>proprietario di Pastebin, sta istituendo un team interno di esperti che si occuperanno di monitorare tutti i messaggi postati online</strong> <strong>rimuovendo quelli “inopportuni</strong>”. Queste le parole rilasciate alla BBC: &#8220;<em>Sto cercando di assumere alcune persone in più per controllare maggiormente il contenuto del sito web …</em>&#8221; ed ha aggiunto &#8220;<em>Confidiamo che questo possa aumentare la velocità con cui siamo in grado di rimuovere le informazioni sensibili</em>&#8220;.</p>
<p>Ed effettivamente <strong>Pastebin</strong>, lanciato solo 8 anni fa, oggi <strong>ha circa 17 milioni di visitatori unici al mese</strong>, motivo per cui come dalle parole del suo proprietario,<strong> essendo spesso veicolo usato da Anonymous e LulzSec per diffondere dati da loro &#8220;trafugati&#8221;, dopo la chiusura di MegaUpload, deve fare il conto con l&#8217;occhio vigile delle autorità</strong>, sempre più attento ai servizi al limite della legalità &#8230; legalità che vede gran parte del traffico passare per nopaste Pastebin e da <em>Anonymous &amp; Company, ossia AntiSec e LulzSec, che utilizzano infatti il sito come piattaforma per i loro leak</em> e che ultimament<em>e ha visto pubblicare il comunicato di Anonymous all´agenzia di intelligence privata Stratfor e i dati di milioni di account di utenti di YouPorn e</em> che non da meno, è utilizzato come<em> estensione di Twitter, per inviare messaggi che superino il tetto dei 140 caratteri imposti dal social network.</em></p>
<p><em></em>Ma secondo le confidenze di <strong>Jeroen Vader lo stesso Pastebin, è quotidianamente vittima d’attacchi Distributed Denial of Service (DdoS)</strong>, la famosa pratica di “bandiera” by<strong> Anonymous, che sembra provino persino gusto ad utilizzare il portale, per mettersi alla prova!</strong></p>
<p><strong></strong>Ad oggi comunque<strong> Pastebin </strong>si è<strong> ben prestato </strong>all’utilizzo da parte di<strong> Anonymous</strong> in quanto da sempre conosciuto come<strong> famosa risorsa per programmatori</strong>, che <strong>non richiede</strong> tra l&#8217;altro<strong> l&#8217;obbligo</strong> di alcuna registrazione di <strong>documenti ufficiali</strong> ed è possibile inviare un<strong> numero indefinito di paste</strong> ma soprattutto la sua caratteristica principale <strong>come nopaste è la syntax highlighting, ossia la possibilità d’attribuire un colore preciso ai singoli elementi del linguaggio di programmazione</strong> cosa che<strong> i documenti di Anonymous, formattati in testo semplice, </strong><strong>non richiedono!</strong></p>
<p><strong></strong>Quanto al futuro <strong>Anonymous</strong> ha già<strong> trovato </strong>un´efficace<strong> sostituto</strong> a Pastebin:<strong> il servizio PasteBay.net</strong>, su cui pare intenzionato a trasferirsi presto: <strong>buon viaggio o per meglio dire buon trasloco!</strong></p>
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		<title>Facebook compra Instagram per ben un miliardo di dollari</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 09:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultime notizie da Facebook o più precisamente dal suo fondatore che, ormai prossimo a far sbarcare in borsa il suo social network, ha fatto un nuovo colpo di testa spendendo ben un miliardo di dollari per acquistare Instagram, la famosa applicazione nata per condividere le foto scattate tramite iPhone e cellulari con sistema Android, che consente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/facebook-instagram.jpg" rel="lightbox[5146]" title="Facebook Instagram"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5147" title="Facebook Instagram" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/facebook-instagram-150x150.jpg" alt="Facebook compra Instagram per ben un miliardo di dollari" width="150" height="150" /></a>Ultime notizie da Facebook</strong> <strong>o più precisamente dal suo fondatore</strong> che, ormai prossimo a far sbarcare in borsa il suo social network, <strong>ha fatto un nuovo colpo di testa spendendo ben un miliardo di dollari per acquistare Instagram</strong>, <em>la famosa applicazione nata per condividere le foto scattate tramite iPhone e cellulari con sistema Android, che consente di  applicare filtri alle proprie immagini prima di caricarle sui vari social network</em> (Facebook, Twitter, Flickr, Tumblr e Foursquare, …).</p>
<p><strong>Facebook insomma sembra stia preparando un vero e proprio attacco ai competitors</strong> <strong>con</strong> quella che è<strong> la maggiore acquisizione mai realizzata dal social network. </strong>Riguardo ciò  Zuckerberg assicura: “<em>La piattaforma resterà indipendente” </em>e continua<em> «Dobbiamo essere consapevoli dei punti di forza di Instagram piuttosto che integrare tutto in Facebook. Per questo siamo impegnati a farla crescere in modo indipendente. A milioni di persone nel mondo piace l&#8217;applicazione Instagram e il marchio che vi è associato, il nostro obiettivo è quello di farla conoscere e apprezzare a un numero ancora maggiore di persone</em>».</p>
<p>Ed in effetti<strong> Instagram con solo 2 anni di vita l&#8217;anno scorso si è aggiudicata il titolo di &#8220;App dell&#8217;anno&#8221; conferitole da Apple ed oggi ha già più di 30 milioni di utenti registrati</strong> tanto che<strong> è una delle più popolari app sul sistema operativo iOS di Apple</strong>,<strong> virtù notate</strong> sicuramente da <strong>Zuckerberg</strong>, che  <strong>afferma</strong> «<em>Fornire la migliore esperienza di condivisione di foto è uno dei motivi del perché così tanta gente apprezza Facebook</em>», e per questo «<strong>ha valore unire le due società</strong>».</p>
<p><strong>Una novità che ha colto decisamente di sorpresa il mercato e gli utenti</strong>, che attendevano con apprensione l&#8217;Ipo del social network a Wall Street il prossimo mese ed invece ha ricevuto oggi questa grande notizia. A dispetto delle dichiarazioni di Zuckerberg <strong>le reazioni alla notizia su Twitter non sono state a dire il vero delle più rosee</strong>, tanto che molti utenti hanno infatti dichiarato di voler cancellare il proprio account a causa della “particolare” gestione della privacy di Facebook!</p>
<p>Certi che ormai “quel che è fatto è fatto”<strong> non resta quindi che vedere se la cifra spesa da Mark Zuckerberg; che in verità come dimostrano le ricostruzioni della rete, sembra che inizialmente fosse di circa 500 milioni ed infine è raddoppiata</strong> &#8230; probabilmente in difesa (a qualunque costo), contro il rischio di possibili intrusioni da parte di Google e/o Twitter,<strong> gioverà alla Timeline di Facebook</strong>, prossima alla Borsa probabilmente sul Nasdaq<strong> o a quella di Instagram</strong>, visto tra l&#8217;altro il recente sbarco dell&#8217;app nel mondo Android.</p>
<p><strong>In attesa quindi di vedere se Mark Zuckerberg dovrà ampliare il parco app di Instagram</strong> con BlackBerry e Windows Phone, oggi grandi assenti, <strong>oppure se dovrà far fare un “salto di astrazione” a Facebook</strong>, o ancora se dovrà cimentarsi in una nuova attività nell&#8217;hardware, nelle applicazioni mobili, o chissà cos&#8217;altro, non resta che leggere <strong>il post con cui Mark ha comunicato la lieta notizia dell&#8217;acquisizione</strong>:</p>
<p style="padding-left: 30px;">“<em>Sono entusiasta di condividere la notizia che abbiamo deciso di acquisire Instagram e che il loro team di talento si unirà Facebook.</em><br />
<em>Per anni ci siamo concentrati sulla costruzione della migliore esperienza per condividere le foto amici e familiari. Ora, saremo in grado di collaborare ancora più strettamente con il team Instagram per offrire anche le migliori esperienze per la condivisione delle belle foto dal cellulare con la gente in base ai vostri interessi.</em><br />
<em>Crediamo che queste siano esperienze diverse che si completano a vicenda. Ma per farlo bene, dobbiamo essere consapevoli su come mantenere e rafforzare i punti di forza Instagram e le caratteristiche piuttosto che cercare solamente di integrare tutto in Facebook.</em><br />
<em>Ecco perché ci vogliamo impegnare a costruire e far crescere Instagram in modo indipendente. Milioni di persone in tutto il mondo amano l’applicazione Instagram e il brand ad esso associato, e il nostro obiettivo è quello di contribuire a diffondere questa applicazione e la marca a ancora più persone.</em><br />
<em>Crediamo che il fatto che Instagram sia collegato ad altri servizi al di fuori di Facebook sia una parte importante dell’esperienza. Abbiamo intenzione di mantenere alcune caratteristiche principali come la possibilità di inviare ad altri social network, la possbilità (se si desidera) di non dover necessariamente condividere le proprie Instagrams su Facebook e la possibilità di avere seguaci e seguire le persone separatamente dai propri amici su Facebook.</em><br />
<em>Cercheremo di imparare dall’esperienza Instagram per costruire caratteristiche simili nei nostri prodotti. Allo stesso tempo, cercheremo di aiutare Instagram a continuare a crescere utilizzando una forte squadra di ingegneri e infrastrutture di Facebook.</em><br />
<em>Si tratta di un importante traguardo per Facebook, perché è la prima volta che acquistiamo un’azienda con così tanti utenti. Non abbiamo intenzione di fare altri passi come questo ma la condivisione delle foto è uno dei motivi per cui così tante persone amano Facebook e sapevamo che sarebbe valsa la pena unire queste due società.</em><br />
<em>Siamo impazienti di lavorare con il team Instagram e di affrontare con loro tutte le più grandi esperienze che a breve arriveranno.”</em></p>
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		<title>Guerra del libro: Antitrust USA contro cartello tra editori e Apple</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 16:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guai sul fronte Antitrust USA per la società di Cupertino. A darne l&#8217;annuncio l&#8217;autorevole agenzia stampa internazionale Bloomberg. Sotto la lente della giustizia americana, oltre ad Apple, alcuni tra i maggiori editori statunitensi: Hachette, HarperCollins, Macmillan e Penguin. Contestata una condivisa politica dei prezzi ebook a sfavore della concorrenza. Nelle reazioni si delineano le prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/apple1.jpg" rel="lightbox[5143]" title="Apple"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5144" title="Apple" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/apple1-150x150.jpg" alt="Guerra del libro: Antitrust USA contro cartello tra editori e Apple" width="150" height="150" /></a>Guai sul fronte <strong>Antitrust USA per la società di Cupertino</strong>. A darne l&#8217;annuncio l&#8217;autorevole agenzia stampa internazionale Bloomberg. Sotto la lente della giustizia americana, oltre ad Apple, alcuni tra i maggiori editori statunitensi: <strong>Hachette, HarperCollins, Macmillan e Penguin</strong>. <strong>Contestata una condivisa politica dei prezzi ebook a sfavore della concorrenza</strong>. Nelle reazioni si delineano le prime spaccature tra i colossi coinvolti.</p>
<p>Da una parte <strong>Apple e McMillian</strong> tengono salda la posizione, rifiutandosi di rivedere la propria politica dei prezzi, dall&#8217;altra gli editori sembrano disposti a una retromarcia, ad aprire il tavolo delle trattative con il governo USA. Sullo sfondo la <strong>minaccia di subire pesanti sanzioni economiche</strong>. A risentire per prima degli effetti della costituzione del presunto indebito cartello sarebbe stata Amazon, che teneva più bassi i prezzi degli ebook.</p>
<p>L&#8217;origine della questione risale a circa due anni fa, 3 aprile 2010, quando Apple lancia l&#8217;iPad e con esso istituisce un&#8217;inedita formula commerciale con i gruppi editoriali. Questi avrebbero considerato Apple il loro <strong>agente digitale</strong> conferendogli la possibilità di fissare i prezzi e assicurandogli una <strong>commissione del 30%</strong>. Con in tasca questo accordo, i publisher si sono rivolti ad Amazon pretendendo una revisione dei prezzi degli ebook. Risultato? Amazon perde il 30% delle quote di mercato.</p>
<p>Vista la costante espansione del settore eReader e tablet, difficilmente Apple rinuncerà alla sua fetta del mercato ebook. Anche se per il momento sembra che a uscirne vincitrice sia proprio il rivale Amazon. E il suo fondatore Jeff Bezos rincara la dose, con una frase che annuncia battaglia, promettendo di «abbassare ulteriormente i prezzi degli ebook». <strong>Chi vincerà la nuova guerra del libro digitale?</strong></p>
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		<title>Facebook presto un Motore di Ricerca!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 19:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultime novità da Facebook, che sembra lanciato verso un prossimo futuro, ancor più roseo di quello di oggi, ove non sarà solo un social network ma anche un vero e proprio motore di ricerca aggiungendo così alle sue peculiarità quel tassello mancante che lo incoronano Re indiscusso della rete. Un tassello per la verità non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/facebook-motore-ricerca.png" rel="lightbox[5132]" title="FaceBook Motore di Ricerca"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5135" title="FaceBook Motore di Ricerca" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/facebook-motore-ricerca-150x150.png" alt="Facebook presto un Motore di Ricerca!" width="150" height="150" /></a>Ultime novità da <strong>Facebook</strong>, che sembra lanciato verso un prossimo futuro, ancor più roseo di quello di oggi, ove <strong>non sarà solo un social network ma anche un vero e proprio motore di ricerca</strong> aggiungendo così alle sue peculiarità quel tassello mancante che lo incoronano Re indiscusso della rete.</p>
<p>Un tassello per la verità non completamente inedito in quanto al momento Facebook offre già delle funzionalità in tal senso però piuttosto limitate ma grazie a questa nuova release le cose sono destinate a cambiare con<strong> una mossa ben attesa da tutti, tranne che da Google: la creazione di un motore di ricerca interno al social network!</strong></p>
<p><strong></strong>Il fondatore di Facebook  <strong>Mark Zuckerberg</strong> sembra infatti che abbia<strong> selezionato un team di 24 ingegneri, a capo di cui ci sarebbe Lars Rasmussen, co-fondatore di Google Maps e Wave, che avrebbe messo al lavoro per creare un motore di ricerca che consenta agli utenti di destreggiarsi tra i contenuti inseriti dagli altri utenti</strong>: un progetto, la cui parola chiave è <strong>ricerca sociale</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;obiettivo</strong> degli sviluppatori è infatti quella di <strong>recuperare tutte le informazioni dai vari &#8220;Mi piace&#8221;, dai gruppi a cui gli utenti appartengono, dalle amicizie e da tutte le informazioni nei luoghi visitati e visibili</strong>, ovviamente nel rispetto della privacy!</p>
<p><strong>Un progetto</strong> decisamente <strong>interessante</strong> quello di un buon motore Facebookiano, <strong>sia per coloro che si muovono nel settore delle inserzioni pubblicitarie legate alla ricerca </strong>(le informazioni nel social network sono moltissime ma purtroppo non ancora sfruttate appieno, nonostante l&#8217;accordo nel 2010 con Microsoft per Bing) <strong>che per le società già contente dall&#8217;introduzione delle pagine aziendali con la Timeline</strong>, che migliorerebbero l&#8217;interazione tra venditori e clienti, in quanto i primi potrebbero conoscere e mirare la propria offerta ottenendo risultati migliori.</p>
<p>Insomma<strong> un ottimo fiore all&#8217;occhiello per Mark Zuckerberg</strong> che il prossimo maggio vedrà <strong>la sua creatura, valutata oggi quasi 103 miliardi di dollari</strong>, sbarcare in Borsa <strong>andando con la sua rotta sempre più in collisione con il colosso di Mountain View</strong>, <strong>da cui si distacca con una nuova concezione di ricerca sociale, da questi intrapresa da Google +.</strong></p>
<p>I 2 colossi hanno infatti 2 approcci opposti di vedere la ricerca:<strong> Google ha puntato sul fatto di arricchire i risultati delle proprie ricerche con le informazioni derivanti dal suo social network</strong> mentre <strong>Facebook</strong>, dal canto suo, forte dei suoi 845 milioni di utenti,<strong> ha deciso di partire direttamente dalle informazioni sociali, per collegarle poi alla keyword ricercata.</strong><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Quale dei 2 metodi avrà successo</strong> o per meglio dire più successo? Solo il tempo lo potrà dire, <strong>vedremo</strong> &#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La NSA al lavoro sul Super Grande fratello che spia il web</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Orwell era solo un pervicace ottimista. La realtà? Un passo oltre l&#8217;immaginazione. È in grado di elaborare quadrilioni di byte (yottabyte), occupa un milione di metri quadrati e consuma la stessa quantità di energia elettrica che alimenterebbe una città. Stiamo parlando diNSA (National Security Agency) e del super computer che sta costruendo a Camp Williams, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/big-brother-is-watching-you.png" rel="lightbox[5129]" title="Big Brother Is Watching You"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5130" title="Big Brother Is Watching You" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/big-brother-is-watching-you-150x150.png" alt="La NSA al lavoro sul Super Grande fratello che spia il web" width="150" height="150" /></a>Orwell era solo un pervicace ottimista. La realtà? Un passo oltre l&#8217;immaginazione. <strong>È in grado di elaborare quadrilioni di byte (yottabyte)</strong>, occupa un milione di metri quadrati e consuma la stessa quantità di energia elettrica che alimenterebbe una città. Stiamo parlando di<strong><a title="National Security Agency" href="http://www.nsa.gov/" target="_blank">NSA (National Security Agency)</a> e del super computer che sta costruendo a Camp Williams</strong>, nello Utah. A cosa serve tanto potenza? Semplice, a conoscere tutto di chiunque.</p>
<p>Non è un&#8217;iperbole giornalistica ma il mero obiettivo degli esperti NSA. <strong>Intercettare ogni dispositivo collegato alla rete</strong>, inclusi elettrodomestici di ultima generazione come frigoriferi, forni e sistemi d&#8217;illuminazione. A svelare il progetto il giornalista investigativo e scrittore <strong>James Bamford</strong> che ha pubblicato l&#8217;esclusivo reportage su <strong><a title="Wired USA" href="http://www.wired.com/threatlevel/2012/03/ff_nsadatacenter/" target="_blank">Wired USA</a></strong>.</p>
<p>Oltre alle energie e all&#8217;ambizione dei suoi progettisti, sullo Utah Data Center sono stati <strong>investiti due miliardi di dollari</strong>. Che dovranno dimostrare di essere ben spesi. Ovvero, se la sperimentazione darà gli esiti auspicati, assisteremo alla nascita di una macchina in grado di <strong>esercitare un livello di sorveglianza mai vissuto prima dall&#8217;uomo nella sua storia</strong>. Secondo James Bamford , infatti, questo &#8220;Immenso Fratello&#8221; <strong>potrà intercettare, decifrare, analizzare e memorizzare su estese aree geografiche planetarie le comunicazioni satellitari, via cavi sotterranei e sottomarini, reti Wi-Fi, rei cablate e reti domestiche. Gamma di contesti che vanno dalle mail alle telefonate, dalle ricerche su Internet ai pagamenti via web.</strong></p>
<p>Non sarebbero immuni neppure i sistemi di cifratura legati al <strong><a title="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" href="http://www.capn3m0.org/deep-web-e-the-hidden-wiki-the-darkside-of-the-web.html">deep web</a></strong>, settore della rete costituito da quelle risorse non segnalate dai normali motori di ricerca. L&#8217;immenso fratello sarà la nostra nuova ombra quotidiana? Scenari che evocano cospirazioni internazionali, controllo dettagliato sulla vita di chiunque, qualcosa di troppo complesso e ambizioso. E per questo probabile.</p>
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		<title>1° aprile: ecco tutti &#8220;i pesci&#8221; della rete</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 16:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno abbiamo superato il 1° aprile,  giorno dedicato agli scherzi, ai divertimenti ed ai “pesci d&#8217;aprile” che arrivano anche nella rete del web ove si scatenano coinvolgendo privati, società, istituzioni e comuni … persino i grandi colossi in una vera e propria gara a chi organizza lo scherzo più divertente e non sempre facile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/fede.jpg" rel="lightbox[5115]" title="1° aprile: ecco tutti "i pesci" della rete"><img class="alignleft size-medium wp-image-5127" title="" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/fede-300x225.jpg" alt="1° aprile: ecco tutti i pesci della rete" width="300" height="225" /></a>Anche quest&#8217;anno abbiamo superato il <strong>1° aprile,  giorno dedicato agli scherzi, ai divertimenti ed ai “pesci d&#8217;aprile”</strong> che arrivano anche nella rete del web ove si scatenano coinvolgendo privati, società, istituzioni e comuni … persino i grandi colossi in <strong>una vera e propria gara a chi organizza lo scherzo più divertente </strong>e non sempre facile da smascherare.</p>
<p><strong>Scherzi e notizie difficili infatti da pizzicare</strong>, specie se a diffonderle è un nome del calibro di <strong>Google</strong>, che quest&#8217;anno si è distinto per aver preso in giro “la rete” con <strong>l&#8217; annuncio di una versione speciale di Google Maps 8bit</strong>, addirittura con un video, peraltro realizzato a regola d’arte, con tanto di commenti di esperti, istruzioni e consigli per l’uso, con delle nuove mappe in versione 8bit in stile videogioco anni’80, funzionante grazie ad una cassetta nel Nintendo Nes: una notizia confermata da una finestrella dedicata alla novità, proprio sul sito di Google Maps!</p>
<p>E non da meno, ecco quindi <strong>l&#8217;accordo tra Google e NASCAR, </strong>per far gareggiare <strong>un&#8217;affascinante auto senza pilota</strong> nelle principali gare automobilistiche americane: una notizia che ha visto<strong> testimonial dell&#8217;occasione</strong> <strong>Sergey Brin</strong>, cofondatore di Google.</p>
<p><strong>Google Fiber</strong> porta invece nelle case degli americani <strong>una strepitosa barretta al cioccolato che contiene</strong> “<em>100 volte più fibra di qualunque altra fonte di fibra oggi disponibile</em>”, mentre <strong>da Gmail</strong> ecco un video ultra avanzato, che <strong>presenta Gmail Tap, una rivoluzionaria interfaccia binaria con solo due tasti</strong>, uno per la linea ed uno per il punto, in onore al codice Morse, ove poter scrivere 2 messaggi contemporaneamente ed ancora da <strong>YouTube</strong> <strong>una collezione completa di video in Dvd</strong>, che saranno consegnati direttamente a domicilio, mandando internet “in ferie”!</p>
<p>Colossi tecnologici a parte, ecco poi il “pesce d&#8217;aprile” di <strong>Peugeot</strong>, che con <strong>il nuovo modello Rcz 6</strong>, lanciato nel Regno Unito, patria per tradizione dei pesci d’aprile, propone una particolarissima <strong>auto che cambia colore</strong> (peraltro in una vasta gamma di tonalità), a seconda dell<strong>&#8216;umore del suo guidatore</strong>, mentre il colosso multinazionale dell’arredamento, <strong>Ikea</strong>, ha lanciato una<strong> campagna pubblicitaria</strong>, segnalando che gli<strong> avvitatori “sinistri” sono difettosi</strong> e vanno sostituiti nei punti vendita più vicini!</p>
<p><strong>O2</strong>, invece ha pubblicizzato uno <strong>smartphone con processore a 1,2 GHz,</strong> schermo da 3,5 pollici ed una batteria che<strong> consente ben 1.000 ore di conversazione e 92 giorni di autonomia in standby</strong> … solo per chi ha tasche molto capienti ed il colosso <strong>Sony</strong> invece ha presentato il <strong>Vaio Q</strong>, <strong>l&#8217;evoluzione degli Ultrabook, </strong>con 8 Gbyte di RAM, processore grafico AMD Radeon HD 6650, 1 Gbyte di RAm e schermo full HD:<strong> il tutto in un portatile grande come una monetina</strong>, con display <strong>da 0,75&#215;1,25 pollici</strong>, alimentato da una batteria a bottone.</p>
<p>Da <strong>Virgin</strong> arriva poi<strong> l&#8217;idea di un viaggio … nel cuore di un vulcano attivo</strong>, con una nave a forma di trivella progettata per scendere nel magma, sulla scia de “Viaggio al centro della Terra”,<strong> la cui prima spedizione è fissata per il 2015</strong>, a cui è possibile partecipare<strong> previo deposito di 1 milione di dollari</strong> … accanto a personaggi come Arnold Schwarzenegger e Stephen Hawking.</p>
<p>Da <strong>ThinkGeek</strong> ecco<strong> il Barbie Digital Fashion Styling Head for iPad</strong>, un case a forma di testa della famosa bambola, ove è possibile truccare il viso di Barbie e<strong> Technomancer Digital Wizard Hoodie</strong>, <strong>il cappuccio digitale per maghi</strong>, con effetti speciali personalizzati!<br />
<strong>Kube X-15</strong>, presenta invece <strong>il primo minigeneratore nucleare domestico</strong>, che sembra però in grado di fornire<strong> energia a un&#8217;intera città, per ben 50 anni</strong> e <strong>CatBlock</strong>, una particolarissima <strong>estensione per Chrome e Safari, che sostituisce tutti gli spot</strong> nei vari siti con dolcissime immagini di gatti.<br />
Ma <strong>a scherzare quest&#8217;anno ci si mettono anche le istituzioni, con la città di Gdansk, in Polonia</strong>, che al suo risveglio ha trovato<strong> la sua storica statua di Nettuno</strong> insolitamente trasformata in calciatore con tanto di pallone da calcio bianco e nero al di sotto del piede in omaggio per i prossimi Europei di calcio, mentre<strong> dalla provincia di Cuneo del nostro belpaese</strong> arriva <strong>la candidatura di Emilio Fede a sindaco di Cuneo</strong>, proprio poche ore prima della scadenza della presentazione delle liste per le Amministrative:<strong> uno scherzo ad opera del presidente del Consiglio comunale, Beppe Tassone</strong>, lanciato sul suo sito personale che si è teso aggiungere alla battaglia nata dopo il licenziamento del giornalista dal Tg4!<br />
Insomma <strong>quest&#8217;anno il 1° aprile è stato festeggiato davvero da tutti ed in tutte le forme ed ora col sorriso sulle labbra, non resta che andare avanti col calendario</strong>, sperando di mantenerlo …</p>
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		<title>Carabinieri.it e Interno.it TANGO DOWN!</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 15:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>capn3m0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da circa mezzora il sito dei Carabinieri e quello del Ministero dell&#8217;Interno mostrano la pagina di irraggiungibilità tipica quando si è vittima di attacchi DDOS. Anche dietro questo attacco sembra esserci lo zampino degli Anonymous dato che il primo tweet informante del down dei due siti è stato fatto da _Net_Sec_ con hashtag #OpItaly. Take back your [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/01/anonymous.png" rel="lightbox[5117]" title="Anonymous Operation Italy"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4538" title="Anonymous Operation Italy" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/01/anonymous-150x150.png" alt="Carabinieri.it e Interno.it TANGO DOWN!" width="150" height="150" /></a>Da circa mezzora il sito dei <strong><a title="Carabinieri.it" href="http://www.carabinieri.it" target="_blank">Carabinieri</a></strong> e quello del <strong><a title="Ministero dell'Interno" href="http://www.interno.it" target="_blank">Ministero dell&#8217;Interno</a></strong> mostrano la pagina di irraggiungibilità tipica quando si è vittima di<strong> attacchi DDOS</strong>.</p>
<p>Anche dietro questo attacco sembra esserci lo zampino degli Anonymous dato che il primo tweet informante del down dei due siti è stato fatto da <strong><a title="_Net_Sec_" href="https://twitter.com/#!/_Net_Sec_" target="_blank">_Net_Sec_</a> </strong>con hashtag <strong>#OpItaly</strong>.</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/netsec.png" rel="lightbox[5117]" title="netsec"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5119" title="netsec" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/netsec-300x104.png" alt="Carabinieri.it e Interno.it TANGO DOWN!" width="300" height="104" /></a></p>
<p><strong>Take back your Snitch! Riprendetevi la vostra spia!</strong> Questo l&#8217;unico commento riportato.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5125" title="difesa" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/difesa2-150x91.png" alt="Carabinieri.it e Interno.it TANGO DOWN!" width="150" height="91" /></p>
<div>
<p>Nel frattempo è stato aggiunto un nuovo bersaglio ossia il sito del <strong><a title="Ministero della Difesa" href="http://www.difesa.it" target="_blank">Ministero della Difesa</a></strong> che al momento, dopo una prima fase di non raggiungibilità, rimane in caricamento per molti minuti mostrando pagina bianca.Sul sito ufficiale di <strong><a title="Anonymous Italia" href="http://anon-news.blogspot.it/" target="_blank">Anonymous Italia</a></strong> per ora non ci sono aggiornamenti circa questo attacco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/difesa11.png" rel="lightbox[5117]" title="Ministero della Difesa TANGO DOWN"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5126" title="Ministero della Difesa TANGO DOWN" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/difesa11-300x138.png" alt="Carabinieri.it e Interno.it TANGO DOWN!" width="300" height="138" /></a></p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO 18:58 &#8211; </strong>Arrivano le prime conferme ufficiali sia da parte di <strong>_Net_Sec_</strong> che nel suo comunicato motiva l&#8217;attacco al sito dei Carabinieri come protesta contro la reazione violenza da essi avuta nei confronti degli Operai Alcoa. Inoltre citano docufilm &#8220;<strong>Diaz</strong>&#8221; in uscita prossimamente facendo presente che il <strong>Ministero dell&#8217;Interno</strong> ha dato indicazioni di non fare parola alcuna su tale documentario.</p>
<p>Questo il trailer ufficiale di &#8220;Diaz&#8221;:</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/zkFueLX_bMg" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p><strong><a title="Comunicato NetSec" href="http://www.pastebay.net/314555" target="_blank">Qui</a></strong> invece il <strong>testo del comunicato completo di _Net_Sec_</strong> che, va notato, ora è stato postato su <strong>PasteBay</strong> dato che è recente la notizia che PasteBin non consentirà più agli Anonymous di pubblicare dati presso i loro server.</p>
<p>Parallelamente sul sito di riferimento di <strong>Anonymous Italia</strong> è stato pubblicato <strong><a title="Comunicato Anonymous Italia" href="http://anon-news.blogspot.it/2012/04/carabinieriit-difesait-internoit-tango.html" target="_blank">questo articolo</a> </strong>che riporta per intero lo stesso comunicato.</p>
<p>La frase &#8220;<strong>Take back your Snitch! Riprendetevi la vostra spia!</strong>&#8221; come era intuibile si riferiva agli infiltrati delle varie Forze dell&#8217;Ordine che frequentano i loro canali IRC per cercare di, come direbbero loro, &#8220;<em>stanarli</em>&#8220;.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Vogliamo inoltre invitarvi ad abbandonare i nostri server quali agenti infiltrati, fatevi pure avanti, non abbiamo nulla da nascondere.</em><br />
<em>Fin tanto che questo comportamento si perpetuerà, i nostri attacchi diverranno ciclici.</em></p>
<p>Credo che vedremo i siti in questione ancora molte volte giù..</p>
</div>
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		<title>Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 13:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>capn3m0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;oggi abbiamo pubblicato un&#8217;articolo riguardante gli attacchi degli hacktivisti degli Anonymous ai siti &#8220;nascosti&#8221; dei pedofili. Documentandomi sull&#8217;operazione da loro denominata &#8220;#OpDarkNet&#8221; e alimentato dalla mia curiosità alla fine sono entrato dentro Deep Web per vedere cosa è e cosa ci si trova. Bisogna fare però un passo indietro e partire con la domanda essenziale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/darkside.gif" rel="lightbox[5099]" title="The Darkside of the Web"><img class="alignleft  wp-image-5113" title="The Darkside of the Web" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/darkside-300x234.gif" alt="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" width="168" height="131" /></a>Quest&#8217;oggi abbiamo pubblicato un&#8217;<a title="Anonymous attacca siti porno e pedofili" href="http://www.capn3m0.org/anonymous-attacca-siti-porno-e-pedofili.html">articolo</a> riguardante gli <strong>attacchi degli hacktivisti degli Anonymous ai siti &#8220;nascosti&#8221; dei pedofili</strong>. Documentandomi sull&#8217;operazione da loro denominata &#8220;#OpDarkNet&#8221; e alimentato dalla mia curiosità alla fine sono entrato dentro <strong>Deep Web</strong> per vedere cosa è e cosa ci si trova.</p>
<p>Bisogna fare però un passo indietro e partire con la domanda essenziale.</p>
<h2><strong>Cosa è Deep Web?</strong></h2>
<p>Con questo termine ci si riferisce a <strong>tutte quelle risorse disponibili nel Web che però non sono linkate o indicizzate in alcun Motore di Ricerca</strong> e, quindi, sono raggiungibili e fruibili solo da chi le conosce e solo utilizzando particolari strumenti. Si tratta di una rete segreta dove non arriva alcuna legge nella quale Armi, Droghe, Sesso e qualsiasi crimine vengono pubblicizzati senza alcun problema, <strong>il mercato nero del Web</strong>.</p>
<p>Esiste de tempo e sono stati proprio gli Anonymous a portarlo alla luce facendo scoprire che Internet, quella che tutti noi usiamo quotidianamente, è solo una piccola parte di ciò che realmente la compone.</p>
<p>Questa di seguito è una delle immagini maggiormente usata per spiegare l&#8217;entità del <strong>Deep Web</strong></p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/icebergdeepweb.jpg" rel="lightbox[5099]" title="Iceberg Deep Web"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5100" title="Iceberg Deep Web" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/icebergdeepweb-300x198.jpg" alt="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" width="300" height="198" /></a></p>
<h2><strong>Come si entra?</strong></h2>
<p>Visto il tipo di contenuti che potreste trovare non voglio incentivare in alcun modo la visione di questi siti pertanto non forniremo informazioni in tal senso.</p>
<p>Come detto in precedenza, si può accedere solo tramite appositi strumenti.</p>
<h2><strong>Cosa trovo?</strong></h2>
<p>La risposta breve è: <strong>di tutto!</strong> Si va dalle cose disgustose che uno preferirebbe non aver mai visto a cose anche utili come tutti i cablogrammi di <strong>Wikileaks</strong>. Non è infatti difficile incappare in immagini raccapriccianti e disgustose o in veri e propri ecommerce che vendono qualsiasi tipo di droga senza alcun timore. Oppure criminali di qualsiasi genere che offrono i loro cosiddetti &#8220;<em>servizi</em>&#8221; per chi è pronto a pagare. O mercatini di carte di credito rubate, o hacker disponibili per rubare un account, monitorare una persona, quello che volete.</p>
<p>Come detto in precedenza è il <strong>mercato nero del web</strong>, dove chi ha i soldi può pagare servizi di qualsiasi genere conservando l&#8217;anonimato e non preoccupandosi delle leggi, delle polizie, etc. che non riescono in alcun modo ad intaccare questo mondo sommerso e non tracciabile.</p>
<p>Per &#8220;destreggiarvi&#8221; tra le varie risorse disponibili nel <strong>Deep Web</strong> è stata creata appositamente una Wiki chiamata &#8220;<strong>The Hidden Wiki</strong>&#8220;.</p>
<h2><strong>The Hidden Wiki</strong></h2>
<p>Si tratta di una vera e propria Wiki utile per trovare ciò che vi serve. Qualsiasi tipo di contenuto presente nel Deep Web è stato organizzato nella Hidden Wiki consentendo di trovare subito ciò che stiamo cercando.</p>
<p>C&#8217;è poco da dire al riguardo per questo vi riporto solo l&#8217;Home Page con tutte le categorie e alcuni screenshot di siti che potrete trovare.</p>
<p><strong><a title="The Hidden Wiki Home Page" href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/hiddenwiki.png">The Hidden Wiki HomePage</a></strong> -&gt; L&#8217;immagine è particolarmente grande pertanto è meglio aprirla all&#8217;interno di un browser e metterla al 100% o scaricarla facendo tasto destro sul link e &#8220;Salva oggetto con nome&#8221;.</p>
<p>Come dicevo si trova un po&#8217; di tutto e &#8220;grazie&#8221; a The Hidden Wiki diventa facile trovare <strong>&#8220;servizi&#8221; di hacking</strong> come questo:</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/hackserv.png" rel="lightbox[5099]" title="hackserv"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5110" title="hackserv" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/hackserv-300x138.png" alt="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" width="300" height="138" /></a></p>
<p>o un <strong>mercatino delle droghe</strong> dove scegliere tra dell&#8217;hashish marocchino:</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/silkroad.png" rel="lightbox[5099]" title="SilkRoad Hashish"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5106" title="SilkRoad Hashish" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/silkroad-300x195.png" alt="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" width="300" height="195" /></a></p>
<p>o dell&#8217;eroina:</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/silkroad1.png" rel="lightbox[5099]" title="SilkRoad Heroin"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5102" title="SilkRoad Heroin" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/silkroad1-300x167.png" alt="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" width="300" height="167" /></a></p>
<p>o un <strong>killer</strong> pronto a far fuori qualcuno:</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/hitman.png" rel="lightbox[5099]" title="Hitman"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5111" title="Hitman" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/hitman-300x256.png" alt="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" width="300" height="256" /></a></p>
<p>o magari hai bisogno di due pistole con silenziatore:</p>
<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/glock.png" rel="lightbox[5099]" title="Glock con silenziatore"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5112" title="Glock con silenziatore" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/glock-300x150.png" alt="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" width="300" height="150" /></a></p>
<p>Come si può capire da questi esempi, si trova davvero di tutto. Ma ora sorge un&#8217;altra domanda, come pago?</p>
<h2><strong>Come si paga?</strong></h2>
<p>La moneta utilizzata nel <strong>Deep Web</strong> sono i <strong><a title="Bitcoin" href="https://it.bitcoin.it/wiki/Pagina_principale" target="_blank">BitCoin</a></strong>, una moneta virtuale totalmente anonima che ha un cambio pari a <strong>9 dollari per 1 bitcoin</strong>.</p>
<p>Bitcoin non utilizza terzi per le transazioni ma è una<strong> moneta peer-to-peer che utilizza una crittografia a chiave pubblica per trasferire i soldi da una persona all&#8217;altra</strong>. Questa configurazione, per l&#8217;appunto,<strong> garantisce anonimato e sicurezza dato che non c&#8217;è possibilità di tracciare le transazioni</strong>.</p>
<h2><strong>Statistiche</strong></h2>
<ul>
<li>L&#8217;informazione pubblica sul deep web <strong>è correntemente 400-500 volte maggiore di quello che si definisce word wide web</strong></li>
<li>Il deep web contiene <strong>7,500 terabytes</strong> di informazioni a differenza dellle 19 terabytes di informazioni disponibili in chiaro sul web</li>
<li>Il deep web contiene 550 bilioni di documenti individuali, a differenza del bilione disponibile sulla superfice del web</li>
<li>Ci sono più di <strong>200,000 siti normalmente non raggiungibili dai motori di ricerca</strong></li>
<li>60 dei più grandi siti sul deep web contengono 750 terabytes di informazioni, sufficienti a superare 40 volte quelle del web in chiaro</li>
<li>Il deep web è la più larga fonte di informazioni crescente in internet</li>
<li>La totalità delle informazioni presenti nel deep web è 100-200 volte superiore a quella attualmente disponibile in chiaro</li>
<li>I siti deep web tendono ad essere limitati rispetto a quelli tradizionali nonostante i contenuti maggiori</li>
<li>Il deep web contiene la più rilevante fonte d&#8217;informazioni su qualsiasi cosa si abbia bisogno</li>
<li>Più della metà dei contenuti del deep web risiede in un database su topic specifici</li>
<li><strong>Il 95% dei dati sul deep web è liberamente accessibile</strong></li>
</ul>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>Che nel Mondo ci sia del marcio lo si è sempre saputo, e che anche nel Web ce ne sia non è sicuramente una novità. <strong>La cosa che colpisce è la grandezza di questo underground e l&#8217;incapacità degli &#8220;addetti ai lavori&#8221; di limitare o chiudere determinati siti.</strong></p>
<p>Abbiamo assistito alla <a title="Megaupload chiuso dall’Fbi!!!" href="http://www.capn3m0.org/megaupload-chiuso-fbi.html">chiusura di Megavideo</a> mentre se vuoi vedere foto disgustose, comprare un&#8217;arma, comprare della droghe basta collegarti ad un sito e fare l&#8217;ordine nel più totale anonimato.</p>
<p>La cosa lascia perplessi e la sensazione che si prova mentre si naviga in questo <strong>black market</strong>; è simile a quelle ambientazioni cyberpunk dove alla periferia di città distrutte si trovano i personaggi più insoliti che propongono servizi altrettanto insoliti in un ambiente sinistro e cupo.</p>
<p>Dopo l&#8217;attacco di Anonymous a LolitaCity, uno dei maggiori siti pedopornografici del Deep Web, si sono aperte numerose polemiche. Ci sono quelli che sostengono che gli Anonymous dovrebbero starsene da parte perché con le loro &#8220;incursioni&#8221; rischiano di mandare in fumo il lavoro di agenti infiltrati mentre altri condividono tali azioni e sono pronti a supportarle. Altri ancora ritengono che fare articoli al riguardo poterà solo nuove frotte di curiosi ad andare a sbirciare in ciò che popola il mondo sommerso del Web.</p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>Facebook va in borsa ma teme Yahoo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 09:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Galli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Zuckerberg]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultime notizie da Facebook che, come promesso, si sta preparando a sbarcare in Borsa per il prossimo mese di maggio ma prima di imbarcarsi in questa nuova avventura la creatura di Mark Zuckerberg deve risolvere le attuali beghe legali con Yahoo che li accusa di violare ben 10 brevetti! Un&#8217;accusa importante quella di Yahoo che non ci voleva proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/yahoo-facebook-login.jpg" rel="lightbox[5090]" title="Facebook teme Yahoo"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5095" title="Facebook teme Yahoo" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/yahoo-facebook-login-150x150.jpg" alt="Facebook va in borsa ma teme Yahoo" width="150" height="150" /></a>Ultime notizie da <a title="FaceBook" href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a></strong> che, come promesso,<strong> si sta preparando a sbarcare in Borsa</strong> per il prossimo mese di maggio ma prima di imbarcarsi in questa nuova avventura la creatura di Mark Zuckerberg <strong>deve risolvere le attuali beghe legali con <a title="Yahoo" href="http://www.yahoo.com" target="_blank">Yahoo</a></strong> che li accusa<strong> di violare ben 10 brevetti!</strong></p>
<p>Un&#8217;<strong>accusa importante</strong> quella di Yahoo che non ci voleva proprio oggi per FaceBook che, <strong>dopo la presentazione dell’<a title="IPO di Facebook, tra consensi e incertezze" href="http://www.capn3m0.org/ipo-di-facebook-tra-consensi-e-incertezze.html">IPO</a>, ossia l&#8217;Offerta Pubblica Iniziale, alla Borsa di New York</strong>, potrebbe vedersi già svalutare il proprio titolo, cosicché per “salvare il salvabile”, da questa settimana<strong> l’azienda ha sospeso lo scambio dei titoli sul mercato secondario ed ha presentato nuovi documenti alla SEC</strong>, ossia la Securities and Exchange Commission, una sorta dell&#8217;italiana Consob, <strong>additando la causa legale contro Yahoo ed un possibile rischio per gli investitori.</strong></p>
<p>Una causa che vede<strong> Yahoo denunciare la violazione di 10 brevetti legati alla pubblicità, alla protezione della privacy e alla messaggistica chiedendo altresì un’ingiunzione ed il pagamento dei danni</strong> da cui Facebook intende difendersi a spada tratta in quella che sarà una disputa legale vera e propria. Se la sentenza dovesse essere negativa per FaceBook, avrebbe gravi ripercussioni per il business dell’azienda &#8230; in tutti i sensi, motivo per cui la scorsa settimana il social network ha annunciato di voler acquisire oltre 750 brevetti da IBM, per circa 5 miliardi di dollari: cifra che potrebbe salire fine a 10 miliardi, per conferire alla società, un valore tra 75 e 105 miliardi!</p>
<p>E mentre <strong>nel documento presentato alla SEC si legge</strong>: “<em>Il 12 marzo, Yahoo! ha depositato una denuncia contro di noi al tribunale federale della California, con l’accusa che un certo numero di nostri prodotti violerebbe una decina di brevetti”, che il gruppo di Sunnyvale, ha rivendicato sostenendo che “tutto il modello della rete di Facebook, che permette agli utenti di creare dei profili e connettersi con altre persone o aziende, si basa sulla tecnologia brevettata da Yahoo! Prima di adottare la tecnologia di Yahoo! (in questo specifico ambito) nel 2008, Facebook era considerato come uno dei siti meno performanti per la pubblicità</em>”, <strong>la creatura di Mark Zuckerberg, si dichiara delusa</strong> dalla mossa “<em>di un partner commerciale di vecchia data e un’impresa che ha tratto sostanziali benefici dalla sua collaborazione con Facebook</em>”!</p>
<p>E così mentre <strong>Yahoo, nato peraltro ben 9 anni prima del re dei social network, con più di 1.000 brevetti, sta vivendo un momento difficile, da cui tenta di uscire puntando sulla loro remunerazione</strong>, sottolineano che “<em>l’uso da parte di Facebook di queste tecnologie brevettate ha incrementato i ricavi e la quota di mercato del social network che non ha dovuto recuperare i costi e il tempo impegnati nello sviluppo della tecnologia. Yahoo, invece, ha dovuto sostenere i costi legati allo sviluppo”</em>!</p>
<p><strong>Una causa imperniata in particolare sulle tecnologie News Feed</strong>, sui format pubblicitari e sui controlli sulla privacy di Facebook.</p>
<p>Oggi Facebook conta 845 milioni di utenti nel mondo di cui la metà si collega almeno una volta al giorno con un utile di 668 milioni di dollari ed un fatturato di 3,71 miliardi di dollari nel 2011. Yahoo rivendica più di 700 milioni dei visitatori unici mensili e secondo eMarketer la quota di mercato Usa di FaceBook nel settore delle inserzioni pubblicitarie online passerà al 16,8% dal 14% del 2011 mentre quella di Yahoo dovrebbe scendere al 9,1% dal 10,8% dello scorso anno. eMarketer inoltre afferma che “Google e Facebook insieme concentreranno nel 2012 il 33,3% di tutte le spese relative alle inserzioni pubblicitarie e il 38,8% nel 2014&#8243;.</p>
<p>Ricordando infine che <strong>Yahoo non è nuova ad azioni di questo tipo</strong>, avendo già nel 2004 fatto causa (con successo) a Google, guardacaso poco prima che la società sbarcasse in Borsa, denunciando la violazione dei sistemi pay-per-click e di bidding … non resta che vedere, come dalle parole dell’esperto in proprietà intellettuale Clark S. Stone, come questa nuova operazione di business, si chiuderà legalmente.</p>
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		<title>Gran Bretagna censurata come Cina e Iran?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 06:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>capn3m0</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[censura inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[controllo comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[gchq]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; di ieri la notizia che informa che la GCHQ (Government Communications Headquarters), ossia l’agenzia inglese per lo spionaggio delle comunicazioni che lavora a stretto contatto con i Servizi Segreti MI5 e MI6, ha chiesto a tutti gli operatori di comunicazione del territorio britannico di permettere loro di avere in la possibilità in tempo reale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2011/12/gchq.gif" rel="lightbox[5096]" title="GCHQ"><img class="alignleft size-full wp-image-3962" title="GCHQ" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2011/12/gchq.gif" alt="Gran Bretagna censurata come Cina e Iran?" width="150" height="150" /></a>E&#8217; di ieri la notizia che informa che la <strong><a title="GCHQ" href="http://www.gchq.gov.uk/Pages/homepage.aspx" target="_blank">GCHQ</a></strong> (<strong>Government Communications Headquarters)</strong>, ossia l’agenzia inglese per lo spionaggio delle comunicazioni che lavora a stretto contatto con i Servizi Segreti MI5 e MI6, ha chiesto a tutti gli operatori di comunicazione del territorio britannico di permettere loro di avere in la possibilità in tempo reale di leggere/ascoltare qualsiasi Sms, Telefonata, Email, Tweet o altra forma di comunicazione.</p>
<p>La notizia è stata riportata dalla <strong><a title="BBC" href="http://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-17576745" target="_blank">BBC</a></strong>  e ovviamente ha dettato scalpore e critiche da parte di tutte le persone (politici compresi) che  ritengono questa proposta una<strong> palese e grave violazione del diritto alla privacy dei cittadini</strong>.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5097" title="" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/queenspeech-150x150.jpg" alt="Gran Bretagna censurata come Cina e Iran?" width="150" height="150" /></p>
<p>Il Ministero degli Interni giustifica ciò dicendo che sarà la<strong> mossa vincente per la lotta al terrorismo</strong> e ci si aspetta una legge ad hoc probabilmente a maggio in concomitanza con il Discorso della Regina.</p>
<p>Da quanto si apprende per il momento non sarà possibile <strong>accedere al contenuto delle informazioni se non tramite un mandato ma i funzionari del GCHQ potranno però verificare in qualsiasi momento quanto frequentemente due o più individui si contattano e altre informazioni simili</strong>.</p>
<p>La polemica è scoppiata e da qui a maggio ci sanno sicuramente modifiche, ritardi, proteste e quant&#8217;altro. Attendiamo il discorso della Regina e vediamo se la Gran Bretagna deciderà di diventare uno stato censurato come ne sono tristemente esempio la Cina e l&#8217;Iran.</p>
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		<title>Anonymous attacca siti porno e pedofili</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 05:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il famosissimo gruppo di Hacker “Anonymous” impegnato in questioni sociali, politiche e economiche, ha attaccato vari siti di pedopornografia online. Questi siti porno, infatti, condividevano contenuto pedofilo e il gruppo ne ha attaccati 40 rendendo pubbliche le informazione relative a circa 1500 presunti pedofili. Quest’ultimo attacco hacker si aggiunge ai numerosi già compiuti negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/01/anonymous.jpg" rel="lightbox[5081]" title="Anonymous"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4669" title="Anonymous" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/01/anonymous-150x150.jpg" alt="Anonymous attacca siti porno e pedofili" width="150" height="150" /></a>Il famosissimo gruppo di Hacker “<strong>Anonymous</strong>” impegnato in questioni sociali, politiche e economiche, ha attaccato vari siti di pedopornografia online. Questi siti porno, infatti, condividevano contenuto pedofilo e il gruppo ne ha attaccati 40 rendendo pubbliche le informazione relative a<strong> circa 1500 presunti pedofili</strong>.</p>
<p>Quest’ultimo attacco hacker si aggiunge ai numerosi già compiuti negli ultimi mesi firmati proprio da “Anonymous”. <a title="Dopo il Vaticano e Trenitalia, Anonymous colpisce Equitalia" href="http://www.capn3m0.org/dopo-il-vaticano-e-trenitalia-anonymous-colpisce-equitalia.html">Vaticano</a>, <a title="Anonymous defaccia il sito del deputato Pdl Paniz" href="http://www.capn3m0.org/anonymous-deface-sito-deputato-paniz.html">Politici</a>, Istituzioni, Aziende, tanti sono ormai i siti e i portali che il gruppo ha fino ad oggi “hackerato”. Gli hacker, dopo aver attaccato e messo in tilt i siti pedopornografici , hanno poi pubblicato i dati degli account del sito come gli username.</p>
<p>Questi attacchi fanno parte dell&#8217;<strong><a title="PasteBin OpDarknet" href="http://pastebin.com/u/opdarknet">operazione Darknet (#OpDarknet)</a></strong> avviata ad ottobre scorso dopo l&#8217;individuazione di <strong><a title="Deep Web e The Hidden Wiki: The Darkside of the Web" href="http://www.capn3m0.org/deep-web-e-the-hidden-wiki-the-darkside-of-the-web.html">The Hidden Wiki</a>, </strong><strong>Freedom Hosting</strong> e altre reti/provider sotterranei non raggiungibili tramite i normali canali Web come motori di ricerca o similari che favoriscono e supportano la pedofilia on line.</p>
<p>A detta di Anonymous chiunque permetta la fruizione di contenuti pedofili diventerà un bersaglio dei loro attacchi.</p>
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		<title>Compromessi migliaia di account Visa e Mastercard</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 14:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>capn3m0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visa e Mastercard, due colossi del settore finanziario, si sono attivate per allertare oltre 482 istituti bancari statunitensi della possibile compromissione di migliaia di account. Le previsioni più pessimistiche parlando di oltre 10 milioni di carte di credito interessate. Da quanto si apprende Visa e Mastercard, che non emettono direttamente carte di credito ma si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/visamastercard.png" rel="lightbox[5092]" title="Visa Mastercard"><img class="alignleft  wp-image-5093" title="Visa Mastercard" src="http://www.capn3m0.org/wp-content/uploads/2012/04/visamastercard-298x300.png" alt="Compromessi migliaia di account Visa e Mastercard" width="238" height="240" /></a><strong>Visa e Mastercard</strong>, due colossi del settore finanziario, si sono attivate per allertare oltre 482 istituti bancari statunitensi della possibile <strong>compromissione di migliaia di account</strong>. Le previsioni più pessimistiche parlando di <strong>oltre 10 milioni di carte di credito interessate</strong>.</p>
<p>Da quanto si apprende Visa e Mastercard, che non emettono direttamente carte di credito ma si appoggiano a terzi, hanno rilevato un uso fraudolento di circa 800 account. Andando a scavare si apprende che uno dei loro <em>credit card processor</em>, la <strong>Global Payments Inc-</strong> di Atlanta, ha subito numerose violazioni alla sicurezza dei server per un periodo che va dal 21 gennaio 2012 al 25 febbraio 2012 permettendo agli hacker di ottenere tutte le informazioni per contraffare le carte di credito.</p>
<p>Per ora tutte le aziende coinvolte si stanno attivando per determinare se c&#8217;è un minimo comune denominatore e riuscire quindi ad<strong> individuare eventuali pagamenti effettuati dagli hacker</strong>.</p>
<p>Questo è solo uno dei tanti attacchi che recentemente le aziende del settore finanziario sono costrette a fronteggiare proprio mentre si stanno provando i primi prototipi della moneta del futuro, il <strong><a title="Vodafone e Visa insieme per mPayment" href="http://www.capn3m0.org/vodafone-e-visa-insieme-per-mpayment.html">mobile payment</a></strong>.</p>
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