Tag Archives: censura

Google: già attiva la geo censura su Blogger!

2 febbraio 2012

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Google: già attiva la geo censura su Blogger!Google segue Twitter e attiva la geo censura sul servizio di blog: Blogger.

Come accaduto qualche giorno fa con Twitter anche il colosso di Mountain View ha attivato da circa un mese un sistema di censura geolocalizzato. I Paesi che ne faranno richiesta potranno indicare quali contenuti non sono “in linea” con le leggi vigenti in quella Nazione -  che tradurrei con “non sono in linea con la politica di chi comanda” – e Google provvederà a rendere irraggiungibili le pagine che li contengono.

Attualmente è già attivo per l’Australia e l’India ma entro breve verrà esteso a tutto il Mondo. Nonostante ultimamente ci vengano ricordate di continuo le nuove norme sulla privacy, l’attivazione della geo censura non ha avuto lo stesso risalto e grazie al sito TechDows che ha scovato questo post scopriamo che è stata attivata dal 9 gennaio 2012, 25 giorni fa!

La geo censura consiste nel redirettare le richieste al dominio blogspot.com verso i domini locali compatibilmente con le richieste di rimozione in ottemperanza alle leggi locali:

Migrating to localized domains will allow us to continue promoting free expression and responsible publishing while providing greater flexibility in complying with valid removal requests pursuant to local law.

 Il controllo della provenienze viene fatto sull’Ip e la stessa Google ha indicato che basta inserire il suffisso “/ncr” (No Country Redirection) alla fine dell’url per evitare la geo censura.

Se non dovesse bastare trovare un Proxy per aggirare il sistema, per fortuna, è ancora una cosa molto semplice.

Da ciò che emerge dalle notizie riportate se il blog è stato associato ad un dominio personalizzato la censura viene bypassata.

La notizia che anche Google si è sottomesso ai voleri dei potenti impauriti dai social network ha diviso la comunità informatica (e non). Ritengo che l’applicazione della censura è stata una scelta obbligata perché restano pur sempre un’azienda che deve fare business e non può permettersi di finire lei stessa censurata.Google: già attiva la geo censura su Blogger!

La mia fiducia verso BigG è tanta e vedo vari segnali che mi fanno pensare che sapranno trarre enormi profitti dalla “finta” censura. La definisco finta perché, come si legge, se da una parte hanno obbedito alle richieste di chi richiede l’applicazione di un filtro ai social network, dall’altra hanno già indicato e fornito i metodi per aggirarli.

Se a questo sommiamo che associando un dominio al servizio Blogger si bypassa totalmente questo filtro mi aspetto a breve un servizio di registrazione domini by Google.

Voi cosa ne pensate?

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Twitter: prime forme di censura

29 gennaio 2012

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Twitter: prime forme di censuraTwitter, il noto social network, annuncia l’adozione di nuove forme di censura ai tweet degli utenti. Il motivo è evidente ed è legato ai recenti fatti di cronaca che hanno portato alla chiusura di MegaUpload, all’arresto del proprietario Kim Dotcom e alla chiusura di altri siti di file sharing impauriti dal clima attualmente presente in America circa il tema del copyright.

Recentemente sui vari blog di settore si erano rimbalzate notizie circa una gara d’appalto istituita dall’Fbi per una collaborazione con aziende in grado di poter monitorare in tempo reale i canali social: Facebook e Twitter.

Se i due eventi sia collegati non è dato saperlo ma come è successo per Filesonic&Co. la paura è tanta e nel dubbio meglio intervenire prima che arrivi l’Fbi.

La censura applicata non interverrà direttamente sul post o sull’utente ma provvederà “solo” a inibire la visualizzazione di un tweet per gli utenti di un determinato Stato.

Per fare un esempio se io italiano parlo di un argomento illegale per le leggi americane, tutti gli utenti americani non potranno leggere il mio post ma io non mi accorgerò di nulla.

Questo genere di censura fa pensare e ha già sollevato numerose critiche anche perché per ora non è ben chiaro il metro di misura per determinare se un argomento è vietato o meno.

Quello che per ora è noto è che Twitter collabora con la Chilling Effects, società attiva sul Web per cause legali legate alla difesa della proprietà intellettuale e che le prime censure sono state applicate solo in occasioni in cui c’erano in ballo diritti d’autore.

Sebbene la discussione sulle leggi SOPA e PIPA è slittata e ha visto qualche senatore tornare sui suoi passi la paura che ha insinuato continua a mietere vittime.

Dopo questo annuncio gli utenti di Twitter han deciso di agire e si sono accordati su Twitter stesso tramite gli hashtag #TwitterBlackout, #TwitterCensored, e #J28 per fare un boicottaggio di massa.

Parallelamente si è vociferato di attacchi da parte di hacker tramite DDOS sia verso FaceBook che verso Twitter ma tranne qualche down di FaceBook per alcuni utenti non è accaduto nulla di eclatante.

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SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?

23 gennaio 2012

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SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?Seguendo le news dell’ultima settimana circa il mondo di internet e dell’informatica le parole più ricorrenti che troviamo sono le due leggi SOPA e PIPA. La cosa che per ora è ben chiara a tutti è che sono quelle leggi che in Italia chiameremmo “leggi bavaglio” e che porteranno solo maggiore censura al popolo digitale.

Bene, questo è ciò che sanno tutti! Ma perché Anonymous e molti altri esponenti più o meno importanti e noti si sono schierati contro queste leggi? Perché WikiPedia e altri colossi della rete hanno scelto di protestare per 24 ore mantenendo oscurate le proprie pagine?

 

SOPA

SOPA è l ‘acronimo di Stop Online Piracy Act ed è un disegno di legge che è in discussione questi giorni al Congresso Americano. La finalità, a detta dei favorevoli, è quella di proteggere il copyright dei prodotti americani ma lo scenario che si presume appare più una grande privazione della libertà di espressione e una sorta di “censura fai-da-te” delegata direttamente alle parti “lese”. Ciò che più spaventa nei suoi contenuti è la parte in cui estende le responsabilità della violazione del diritto d’autore anche ai mezzi tramite i quali è possibile raggiungere contenuti protetti.

Se prima i responsabili e quindi penalmente e civilmente perseguibili erano coloro che ospitavano o utilizzavano a scopo di lucro materiale protetto da copyright, adesso anche chi permette di raggiungerlo diventa “complice”.

I mezzi a disposizione della “legge” per intervenire sono la modifica dei DNS per inibire l’accesso ai siti che distribuiscono il materiale protetto da copyright. Alcuni vorrebbero estendere questo potere anche ai Server DNS non Americani..

L’impatto sulla nostra vita digitale di tutti i giorni potrebbe vedere scomparire, o meglio, ridimensionarsi siti come YouTube, FaceBook o similari dove quotidianamente milioni di utenti diffondono materiale protetto da copyright. Oltre questo, conoscendo i metodi americani, la vita on line sarebbe molto più sorvegliata dato che al fine di scovare i malfattori attiveranno sistemi di monitoring dei pacchetti (e non solo) che sicuramente, in nome del diritto d’autore, violeranno la privacy di ogni singolo cittadino.

PIPA

PIPA è l ‘acronimo di Protect IP Act ed è sempre un disegno di legge che prevede, come dice il nome stesso, di proteggere gli indirizzi Ip. Nonostante utilizzi parole come “protezione” va specificato che si riferisce alla protezione delle grandi aziende e lobby americane. PIPA, infatti, protegge il materiale protetto da copyright inibendo l’accesso agli Ip, quindi a livello DNS, di chi permette di raggiungere o ospita tali materiali illegali.

PIPA nasce per colpire tutte le violazioni del diritto di autore che avvengono al di fuori dei confini americani e autorizza il Dipartimento di Giustizia Americano a mettere in atto tutte le contromisure tecniche per inibire l’accesso a tali contenuti.

 

Queste due proposte di legge hanno in comune la finalità di difendere i diritti – ossia i soldi – delle grandi Major Americane senza tenere in considerazione invece i diritti degli uomini come la libertà di espressione. Gli interessi dei grandi continuano a valere ancora troppo di fronte ai diritti dei piccoli. E’ per questo motivo e per tutte le possibili implicazioni e interpretazioni (ancora peggiori) che possono venir date a queste leggi che è giusto protestare ed opporsi.

Per ora la protesta dei grandi nomi del Web (la lista la trovate qui) e il Web messo a ferro e fuoco dagli hacktivisti di Anonymous han portato ad uno slittamento della data di discussione delle due leggi.

Oltre questo alcuni dei sostenitori han fatto un passo indietro e stan rivedendo la loro posizione al riguardo.

Continueremo a seguire questa vicenda che sta già mietendo le prime vittime illustri come MegaUpload, MegaVideo, Filesonic e  Uploaded.to.

Di seguito alcune slides esplicative dal sito American Censorhip.

SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?

SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?

SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?

SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?

SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?

SOPA/PIPA: Cosa sono? Perché fanno paura?

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La Polizia Postale si accorda con FaceBook per spiare i profili Italiani!

31 ottobre 2010

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Per una volta, l’Italia è più avanti degli Stati Uniti: come rivela  L’Espresso , la Polizia Postale italiana ha appena stipulato un accordo con Facebook per poter accedere ai profili senza alcun mandato né rogatoria . Negli USA, al Congresso stanno da tempo litigando per approvare un decreto per permettere la stessa cosa. Noi l’abbiamo fatto senza battere ciglio.

La Polizia Postale si accorda con FaceBook per spiare i profili Italiani!

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La Polizia Postale si accorda con FaceBook per spiare i profili Italiani!

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UltraSurf e la Rete non avrà più censure!

3 novembre 2009

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UltraSurf e la Rete non avrà più censure!Anche in quest’occasione vi parlerò di un software davvero utile riguardante la navigazione anonima e non solo.

UltraSurf è un proxy software stand alone (non necessità di installazione) prodotto dalla UltraReach Internet Corp che permette di bypassare tutte le restrizioni ad Internet che vengono applicate in alcuni Paesi del mondo (ricordate cosa succede cercando “tienanmen” in Google Cina?) ma anche in alcuni posti di lavoro. Tecnicamente si tratta di un proxy che si attiva sulla porta 9666 del nostro Pc e riconfigura temporaneamente il proxy server di Internet Explorer consentendo di bypassare qualsiasi blocco sia Ip che del contenuto.

[...]

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Stop SOPA